Buratti: “Quale futuro per la villa sequestrata alla mafia?”

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FORTE DEI MARMI – Che futuro per la villa sequestrata alla mafia sul territorio di Forte dei Marmi? Il sindaco Umberto Buratti ne ripercorre la storia, che vede la confisca da parte delle autorità competenti nel 1996 con il trasferimento del bene al Comune. “L’immobile – spiega il sindaco – rientra nel  patrimonio confiscato dalla Stato alle mafie, tredicimila beni in tutto, dei quali cinquantasette in Toscana. Fra questi la villa di via Civitali, che tuttavia, non è ancora stata ultimata ed è rimasta quindi inutilizzata. “In un recente incontro con la vice presidente della Regione Toscana Stefania Saccardi e il direttore dell’Agenzia Beni sequestrati alle mafie, Umberto Postiglione- è stato fatto il punto della situazione, anche alla luce della proposta avanzata già a livello nazionale dal direttore, che prevede di far rientrare alcuni degli immobili confiscati, quelli che corrispondono a determinate caratteristiche, nei piani dell’edilizia popolare. Un intento che ci vede senz’altro d’accordo, anche perché attualmente il bene in oggetto è inutilizzabile, non essendo ancora ultimato. Per farlo, occorrerebbe una cifra importante che l’osservanza al patto di stabilità ci impedisce di investire. In pratica, la legge ci consentirebbe l’uso a fini sociali, ma  non possiamo usare le risorse per farlo. Anche la vendita è preclusa, ma in questa direzione sembra esserci a livello nazionale l’intenzione di riaprire un dibattito, verso il quale, comunque, come ha sottolineato anche il direttore Postiglione, occorre superare i facili allarmismi sulla possibilità che sia il mafioso a ricomprare i beni confiscati. Comunque – conclude Buratti – l’obiettivo è quello di poter usare la proprietà a fini sociali, anche se forse, a causa della  sua conformazione, la sua  trasformazione è meno praticabile, essendo stata pensata come villa singola. Questo comunque non esclude certo altre interessanti soluzioni, socialmente utili.  Vedremo  se e quando potremo finalmente trovarne una  adeguata, prima che  il bene vada in malora”.

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