Carnevale, Burlamacco fa i conti con i detrattori del baby-ticket

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VIAREGGIO (di Alberto Pardini) – Con un mese di anticipo sull’inizio della manifestazione, e almeno due e mezzo di ritardo sulla pubblicazione della notizia, a Viareggio è scoppiata la bufera sul costo dei biglietti per i più piccoli e sulla “paventata” discriminazione nei confronti dei coetanei dei comuni vicini. Non c’è pace quindi per Burlamacco, che inizia il 2015 sotto il fuoco amico (?!) degli stessi viareggini, o meglio di una piccola parte di essi.

Fin troppo spesso nella Viareggio da bar vale il detto “l’erba del vicino è sempre più verde”, senza che però si faccia niente per migliorare il proprio ed anzi, cosa ancor peggiore, deridendo e delegittimando chi magari ci prova. A scatenare l’indignazione è stata la conferma da parte del commissario Stefano Pozzoli, con una piccola modifica, che per il Carnevale 2015 i bambini pagheranno il biglietto di ingresso al corso: gratis fino ai 12 anni per i viareggini, mentre solo fino ai 7 per i non residenti, che avranno comunque un ridotto (13 euro anziché 18) tra i 7 e i 12 anni. Notizia data, come detto ad Ottobre, ma forse letta solo in questi giorni.

Ma andiamo a vedere “l’erba del vicino”, tanto osannata, per capire quanto più verde sia. A Montecatini per esempio, per il celebre villaggio di Natale i bambini pagano 7,00 euro fino ad 11 anni, 8,00 per chi ne ha di più (adulti compresi), nel biglietto rientrano i laboratori e la possibilità di incontrare Babbo Natale per una manciata di minuti, e dopo la notoriamente lunga fila. Gli spettacoli (burattini, truccabimbi, etc) e i racconta fiabe sono a parte e costano 4 euro l’uno. Nella vicina Lucca il Comics non fa eccezione: nella fascia 6 – 10 il bambino paga 7,00 euro (gratis sotto ai 6 anni). Sempre per rimanere in zona, e cambiare tipologia, il Cavallino Matto fa pagare 17 euro ai bambini alti tra il metro e il metro e mezzo, 22,00 è invece il biglietto intero e poi c’è il biglietto unico pomeridiano a 14,00 euro. E Cento col suo Carnevale? Fino a 13 anni c’è il ridotto a 11 euro, ma anche qui contano i centimetri: se sei alto meno di 1 metro e 20 entri gratis. In Emilia Romagna infatti – decantata patria di eventi e divertimento – sono prevalentemente i centimetri a contare e si, usando lo stesso metro della polemica viareggina, ad essere la “discriminante”.

Già, perché si è arrivati anche a parlare di discriminazione territoriale per i vantaggi che i bambini viareggini avrebbero rispetto agli altri, non considerando come le famiglie viareggine comunque contribuiscano alla manifestazione mentre quelle dei paesi vicini no, visto anche che i rispettivi comuni sono usciti dalla Fondazione, alcuni anche lasciando dei “chiodi” non indifferenti in termini di quote/contributi non versati.

Andando quindi al nocciolo il Carnevale di Viareggio rimane in linea con gli standard dell’intrattenimento anzi, rispetto a molte altre realtà il rapporto prezzo/spettacolo è decisamente maggiore considerandone anche l’unicità, siano essi parchi divertimento, attrazioni, eventi, cinema o altro. Risultano superflue le considerazioni relative ai vari costi (benzina, cibarie, etc) visto che sono una spesa comune per tutte le attrazioni. Anche la questione territoriale va analizzata mettendo in conto che i “carnevalari” della Versilia solitamente ricorrono all’acquisto del cumulativo, magari scambiandoselo tra famiglie di corso in corso (30 euro diviso 5 fa 6 euro a corso, 27 – per chi lo aveva comprato prima del 6 gennaio, fa 5 euro e 40 centesimi, senza contare lo sconto Esselunga in spesa di 10 euro) , e che chi decide di venire “da fuori” lo fa a prescindere dai 15 euro di un biglietto. Ai viareggini invece, sostanzialmente, non cambia nulla. Tutto questo rimarcando comunque come però una politica che incentivi l’ingresso dei più piccoli possa risultare assolutamente proficua, quando però possibile.

Come ha scritto qualcuno sul web, sarebbe bello vedere la stessa foga quando si parla di argomenti più “di peso” come tasse esose e disservizi, ma anche mala amministrazione, anziché perdersi in un bicchier d’acqua, e non importa se l’acqua è di una o dell’altra sponda della fossa dell’Abate. Il Carnevale, ricordiamo, porta un indotto alla città stimato in circa 18 milioni di euro (fonte: IlSole24Ore) a fronte di un finanziamento pubblico proporzionalmente molto basso: ossigeno puro in una Viareggio in prognosi riservata.

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