Caccia al serial killer: presentato a Viareggio il primo noir di Antonio Fusco

0

VIAREGGIO – “L’uomo era seduto sul bordo del letto, calmo e indifferente. Con pazienza aspettava solo che la donna morisse. Non gli procurava particolare piacere assistere a quella scena, né disagio. Era una cosa che doveva essere fatta. Tutto qui. …”. Il romanzo inizia cosi.  Da “sbirro”… a scrittore. E il suo primo libro, “Ogni giorno ha il suo male”, edito da Giunti, presentato al Gran Caffè Margherita di Viareggio, con la lettura di qualche brano, e in vendita alla Mondadori in Passeggiata,  è già un successo.

Sold out per il noir a firma del capo della Squadra Mobile di Pistoia, vice questore aggiunto Antonio Fusco, partenopeo di nascita ma toscano d’adozione. Un thriller “mozzafiato”, una vicenda intricata, tre omicidi iniziali, dove manca un qualcosa, nel primo non si sa chi è la vittima, nel secondo dove sia avvenuto il delitto, nel terzo è mistero su cosa sia avvenuto, e  un susseguirsi di fatti di sangue, con un serial killer da fermare.  Un giallo, che tiene con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, visto, e scritto, dalla prospettiva di un investigatore vero.  Un “poliziesco” dove sangue e sesso si mescolano, e dove è impossibile capire chi è l’assassino se non si arriva in fondo, con un finale a sorpresa.

La sonnacchiosa provincia toscana di Valdenza è improvvisamente scossa dall’omicidio di una donna che viene ritrovata in casa, in una posizione innaturale e con una fascetta stringicavo attorno al collo. Si pensa subito al movente passionale, ma all’occhio esperto di Casabona, il commissario incaricato del caso, qualcosa fin da subito non quadra: troppi elementi diversi sulla scena del crimine, troppi particolari contrastanti. Schivo, ma con una forte carica umana, reso cinico da troppi anni di mestiere alle spalle, Casabona capisce ben presto che l’omicidio è solo l’inizio di un vortice di morte: un gioco molto pericoloso in cui le regole sono quelle stringenti e folli di un serial killer. E Casabona non può che accettare la sfida. «Chiediti perché e troverai il movente e se troverai il movente sarai vicino all’assassino»: seguendo questa frase come un mantra e con l’aiuto dell’affascinante collega Cristina Belisario, Casabona cercherà di venirne a capo e per farlo sarà obbligato anche a una profonda riflessione sull’impotenza dell’essere umano rispetto alle conseguenze delle proprie azioni. Tre omicidi che si intrecciano. E in tutti e tre manca un qualcosa…nel primo non si sa chi è la vittima, nel secondo dove sia avvenuto il delitto, nel terzo è mistero su cosa sia avvenuto. Un bel rompicapo per l’investigatore…

21

A parlarne con l’autore, nella magica atmosfera in stile liberty del Caffe’ Margherita, il vicario della Questura di Pistoia dottor Leopoldo Laricchia, gia’ dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio per oltre cinque anni, e la collega della nostra redazione, giornalista di cronaca nera e giudiziaria, Letizia Tassinari.  Con una platea di tutto rispetto: dall’attuale dirigente della polizia viareggina Rosaria Gallucci al capo della Squadra Mobile di Massa Antonio Corcione, dal comandante della Capitaneria di Porto Marco Iacono al giudice Gerardo Boragine. Oltre a decine di appassionati di gialli, tra cui avvocati del Foro di Lucca.

“Il romanzo è stata l’occasione per poter parlare di quelle sensazioni che un poliziotto, che deve rimanere freddo e asettico durante il suo lavoro, non puo’ esternare – ha spiegato l’autore ai suoi ospiti. Da cosa nasce l’idea di scrivere? “E’ mia figlia Maria Chiara, a cui ho dedicato il libro, che la passione della scrittura. Si era preparata per partecipare a un concorso degli Amici del Giallo, che doveva essere ambientato nelle nostre biblioteche. Poi ha cambiato idea, e non lo ha fatto. Cosi, “ereditando” quell’idea, due anni fa, cominciai a scrivere io”.

Molte le domande da parte del pubblico, incuriosito da questo thriller che a poche settimane dalla sua uscita nelle migliori librerie italiane sta riscuotendo un successo tale da meritarsi, nella “graduatoria,  un 38mo posto a livello nazionale.

Quanto c’è nel protagonista, il commissario Casabona, di Antonio Fusco? “Poco, il protagonista è piu’ bravo.  Risolve un caso complicatissimo”. Un bravo poliziotto, che nella sua carriera ha risolto molti casi complicati, non poteva che essere anche “umile”…

Tra un caso e l’altro, veri, da risolvere,  un secondo romanzo in cantiere? “L’idea c’è… ma per ora aspettiamo”.

Un romanzo da non perdere, “Ogni giorno ha il suo male”, a firma di un funzionario di polizia “navigato”, specializzato, tra l’altro, in criminilogia forense ed esperto di violenza sulle donne e pedopornografia, la cui penna “scivola” e appassiona il lettore in un’avventura noir il cui protagonista è un commissario che non si dimentica… Come Fusco, nella sua vita reale.

 

 

 

 

 

 

 

No comments

*