“Caffè scorretto”, 33 denunciati per frode alla Molinari

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VIAREGGIO – Gli uomini delle fiamme gialle del Gruppo di Viareggio, dopo una indagine durata piu’ di un  anno, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia, hanno smascherato un complesso meccanismo fraudolento attuato da aziende nazionali ed estere, che permetteva  di immettere nel circuito commerciale italiano bottiglie di alcolici illecitamente importate, della nota marca “Sambuca Extra Molinari”. Il prodotto alcolico viene commercializzato sul territorio nazionale con una gradazione di 42°, mentre negli altri paesi stranieri è esportato con una gradazione e, soprattutto ad un  prezzo, inferiori. L’indagine e’ scaturita proprio dall’esame di un fenomeno rilevato dalla stessa azienda produttrice, che aveva registrato negli ultimi anni una flessione del commercio in Italia del prodotto alcolico ed un anomalo incremento delle vendite nel territorio dell’Unione europea. L’attivita’ illecita, che e’ stata attuata eludendo i canali ufficiali di vendita, ha visto coinvolta anche una azienda lucchese ed ha permesso ad alcune aziende ubicate in Piemonte, Veneto, Lombardia, Sicilia, Campania, Emilia Romagna, di introdurre e commercializzare Sambuca destinata al mercato estero ad un prezzo di gran lunga inferiore  a quello praticato sul mercato nazionale. Negli esercizi commerciali e, soprattutto nei bar, finiva pertanto un prodotto con etichette e diciture in lingua straniera ed una gradazione alcolica inferiore ai 42°.Le indagini portate a termine dai finanzieri del Gruppo di Viareggio hanno consentito smascherare l’attivita’ illecita e di ricosrtruire l’intera filiera di soggetti italiani e stranieri che operavano in modo da conseguire indebiti vantaggi. L’operazione di servizio, denominata “caffe’ scorretto”, che ha coinvolto ben 30 aziendesi e’ conclusa con la denuncia a piede libero, per frode in commercio, di 33 persone fisiche alle Autorita’ Giudiziarie di Lucca, Pavia, Vicenza, Brescia, Torino e Venezia, nonche’ con il sequestro di alcune migliaia di bottiglie di “sambuca extra molinari”illecitamente commercializzate e l’accertamento di un consumato in frode di oltre 500.000
bottiglie. Il danno patrimoniale arrecato all’azienda produttrice e’ stato quantificato in circa 3.000.000 di euro.
Importavano la Sambuca Molinari dall’estero per rivenderlo in Italia a prezzo ribassato, come spiegato dai vertici della Gdf,  immettendo sul mercato un prodotto a diversa gradazione alcolica per un totale di oltre mezzo milione di bottiglie che avrebbero arrecato un danno all’azienda produttrice di 3 milioni di euro. Un meccanismo che dopo un anno di indagini ha portato la Guardia di Finanza viareggina alla denuncia di 33 persone coinvolte in una frode che sarebbe stata messa in atto da una trentina di aziende di Lucca, Pavia, Vicenza, Brescia, Torino e Venezia. Come funzionava?  produttore commercializza in Italia la ‘Sambuca extra Molinari’  per il caffè corretto a 42 gradi. Una gradazione unica che non trova eguali nel resto del mondo, dove il prodotto è esportato in una versione più ‘leggera’ e, soprattutto, a prezzi decisamente inferiori. Acquistando le bottiglie esportate direttamente da fornitori esteri, si sarebbero potute rivendere in Italia a prezzi inferiori, confidando che nessuno si sarebbe accorto della differente qualità e conquistando fette di mercato grazie al costo ribassato. La Molinari, poim, negli ultimi anni si era resa conto di una inspiegabile decrescita delle vendite in Italia, mentre le esportazioni nell’Unione Europea erano in aumento. Nei bar italiani, questa la spiegazione, finivano bottiglie con etichette e diciture in lingua straniera, a  gradazione alcolica inferiore, di qui il nome dato dalle Fiamme Gialle alla operazione  ‘Caffè scorretto’.

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