Camere d’artista, il design italiano 1930 1960 a Villa Bertelli

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FORTE DEI MARMI –  Il noto attore di Incantesimo e Vivere Lorenzo Ciompi, nella sua  veste di curatore, ha inaugurato venerdì pomeriggio a Villa Bertelli  la mostra “Camere d’artista”-  Il design italiano 1930 1960, che rimarrà in esposizione fino al 14 settembre. Si tratta di un evento culturale ed espositivo originale, che vuol ripercorrere, attraverso ambienti definiti con arredi e oggetti d’arte, 30 anni della storia della decorazione d’interni  e del design italiano. “Obiettivo della mostra – ha spiegato  Ciompi – è quello di definire, attraverso una collezione di  arredi firmati dai maggiori architetti e designer italiani dagli anni 30 fino al boom economico, degli ambienti di arredo  completi che rappresentino dei definiti passaggi epocali  del gusto dell’arredo.  Per questo percorso sono state selezionate da importanti collezioni private numerosi oggetti di arredo (poltrone, tavoli , armadi, sedie mobili  bar, toilette..) così da comporre interi interni originali disposti in virtuali camere, dedicate ai vari designer. La mostra presenta pezzi ed oggetti unici e di particolare interesse nel mondo del collezionismo e dell’arredamento internazionale. Molti di essi sono stati fotografati e presentati nelle più importanti riviste di arredamento internazionali. L’esposizione si sviluppa attraverso un percorso in un numero definito di camere/spazi abitativi che ripercorrono 30 anni di storia del design e del gusto italiano. Ogni camera è caratterizzata da una precisa epoca ed arredata da oggetti di un determinato architetto, come  sedute, tavolini, scrivanie, armadi,lampade, che  sono  esposti all’interno  delle camere  e ambientati in soluzioni di arredo coordinate. Trova quindi spazio una camera d’albergo di Gio Ponti del 1964, una sala da pranzo di Ico Parisi del 1952, una camera da letto padronale  del 1939 di Maurizio Tempestini, di cui sono esposti anche gli acquarelli realizzati per il  progetto di ricostruzione  de La Capannina dopo l’incendio del 1939.  Ed ancora un soggiorno di Osvaldo Borsani con opere di Lucio Fontana del 1953, una sala d’aspetto di Paolo Buffa o uno studio  sempre di Gio Ponti ma della seconda metà del 40. Tra i pezzi unici di particolare valenza storica proposti in questa mostra si segnala: un vetro “concetto spaziale” di Lucio Fontana per Borsani dipinto nel 1953; un raro lampadario di Max Ingrand  per Fontana Arte del 1940, un tavolo da pranzo di Ico Parisi del 1952; una scrivania di Gio Ponti del 1950. A corredo ci sono anche quattro opere di Galileo Chini.  In un contesto vacanziero lontano per stagione e location dai grandi centri espositivi abitualmente prescelti per simili occasioni, si vuole presentare una collezione unica di oggetti di arredo  in chiave assolutamente originale”. La mostra rimarrà in esposizione fino al 14 settembre con orario: 17.30- 23.30.

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