Caos Carnevale, Fratelli d’Italia lancia la provocazione: “Stipendi congelati fino ad ottobre per eletti e nominati”

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“Era il 30 luglio 2012 quando l’allora consigliere di opposizione Leonardo Betti rassegnava le dimissioni dal suo incarico insieme ai colleghi tra i quali spiccavano i nomi di Romanini, Lazzarini, Bertoli e Fruzza, oggi tutti parte della squadra di Giunta, condannando Viareggio al commissariamento. Nei mesi che precedettero le dimissioni i consiglieri non mancarono mai di sottolineare quanto il commissario fosse l’unico rimedio per una città malata e mal gestita, oggi queste persone sono alla guida della città, e la loro visione dell’insieme appare notevolmente cambiata”. A ricordarlo in una nota è portavoce del comitato di Viareggio di Fratelli d’Italia Daniele Olivi, che interviene in merito ai recenti sviluppi riguardo alla situazione del comune.

“Nonostante tutte queste persone fossero al corrente della situazione, decisero di basare tutta la loro campagna elettorale sul dare ai viareggini e torrelaghesi la speranza di poter ripartire, di poter voltare la pagina Lunardini, additato spesso e tutt’ora come l’unico male come se avessero paura di pronunciare altri nomi, che per giunta vestono la stessa maglia – continua il comunicato – in solo un anno il castello di sabbia ben venduto da Betti e compagni è franato più volte, talvolta in modo imbarazzante, rivelando un’incapacità tout court di affrontare le situazioni, riuscendo così anche a far danni mettendo di mezzo altre persone, come nel caso del Carnevale”.

“Sapevano, ma hanno accettato di andare a elezioni; sapevano, e hanno deciso di proseguire nella loro amministrazione anziché portare i registri alle autorità competenti; sanno, e si ostinano a ritenersi capaci di affrontare la situazione, creando danni sempre maggiori e affrontando chi dissente, dal politico al cittadino, con fare arrogante e saccente – conclude Olivi per Fratelli d’Italia, che poi lancia una provocazione – Fino a Ottobre non si saprà niente del Carnevale? Betti e tutto il suo seguito, dalle partecipate alla Giunta passando per collaboratori personali e non, facciano un gesto importante e di correttezza: congelino i loro compensi pubblici fino a quella data, raccogliendoli in un fondo e poi, qualora l’ennesima speranza venisse tradita, girino quel poco messo insieme alla Fondazione Carnevale per pagare coloro che, per colpa delle promesse avventate di Betti, adesso sono con le spalle al muro”.

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