I Care, sul “tormentone” estivo torna a fare chiarezza l’ex Sindaco Giorgio Del Ghingaro

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VIAREGGIO – Su I Care, ormai diventato un “tormentone” estivo, torna a commentare l’ex primo cittadino di Viareggio Giorgio Del Ghingaro.

“In questi giorni, come sempre ad agosto e ancora di più ad agosto a Viareggio, si è molto parlato ma purtroppo riflettuto poco, in un gioco al discredito che, purtroppo per chi lo ha messo in atto, inizia ad essere anche troppo evidente. Così sul progetto I Care ho letto quanto di più fantasioso poteva essere scritto in mille comunicati che hanno puntato l’attenzione sulla forma, mai sulla sostanza ovviamente, di altrettante piccole sfaccettature di un’operazione che in realtà è molto complessa e articolata”, scrive: ” Forse non si è capito che I Care nasce fondamentalmente per due motivi: per assorbire i servizi che erano della Viareggio Patrimonio fallita, e per salvaguardare i posti di lavoro. Se non si comprende questo è inutile continuare a pontificare sul nulla sezionando quello che era ed è, un piano complessivo e unitario, in mille rivoli. Il Comune doveva dotarsi di una società che si occupasse dei “servizi alla persona”, che fosse rinnovata anche nello strumento politico quindi da azienda speciale a società in house providing srl, e che, oltre alle vecchie competenze, si occupasse anche dell’emergenza abitativa e dell’attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre entrate. Questo perché? Perché a causa del fallimento della Viareggio Patrimonio dovuto alle passate gestioni, concedetemi il termine, fantasiose, la città rischiava di perdere servizi fondamentali e 64 persone sarebbero state licenziate”. “Serviva  quindi una società che si occupasse di riscossione ma che si facesse carico di assorbire al suo interno almeno 35 dei 64 dipendenti della Società Patrimonio fallita, nel rispetto di un piano complessivo di salvaguardia dell’occupazione che ha coinvolto come sappiamo anche Sea e Mo.Ver.  – prosegue Giorgio Del Ghingaro: ” Il tutto nel pieno rispetto degli equilibri economico-finanziari. Andando a gara, come molti tuttologi sottolineano, mai nessuna società avrebbe assunto 35 persone e tutte, nessuna esclusa, sarebbero semplicemente e drammaticamente rimaste senza lavoro. Abbiamo quindi pensato di provare a farcela da soli, con l’aiuto di Anci Toscana, di cui il Comune fa parte, che con Anci Innovazione (società in house) e supportata da un progetto regionale, si occupa anche di riscossione: Anci Innovazione avrebbe fornito non solo lo strumento informatico in grado di dare risposte efficaci in termini di riscossione, ma anche la formazione dei dipendenti perché fossero in grado in futuro di gestire la partita da soli. I Care avrebbe fatto il resto, assorbendo, come poi ha fatto, 35 dipendenti della Viareggio Patrimonio fallita. E mi sarei aspettato, come più volte ho avuto occasione di dire, intorno a questi atti, un largo consenso, perché la questione non era politica ma tecnica. Atti nati da un attento studio non solo del sindaco e degli assessori delegati, ma anche degli uffici comunali e di professionisti seri e competenti. Niente è stato lasciato al caso per non correre il rischio, purtroppo oggi concreto, di sommare precarietà alla precarietà o semplicemente spostare da un cassetto all’altro debiti e creditori. Come è possibile, mi chiedo, che non venga compreso che l’obiettivo primario è stato, fin dall’inizio quello di salvaguardare 35 posti di lavoro cercando allo stesso tempo di l’efficienza e l’economicità di un servizio (quello della riscossione dei tributi) che si voleva gestire “in casa”. Basta approfondire, ci sono esempi noti in tutta Italia, per comprendere come se fosse stata seguita un’altra strada, da un lato, si sarebbe speso molto di più, quasi tutte riscossioni fatte all’esterno sono fallite miseramente con costi esorbitanti per gli Enti, dall’altro, sarebbero state mandate a casa 35 persone”.

“Ma facciamo un po’ di storia – ci tiene a spiegare l’ex Sindaco: “Il 21 marzo 2016, il Consiglio Comunale di Viareggio, esprime la volontà di trasformare A.S.P. in I Care S.r.l. nell’ambito del processo di risanamento avviato dall’Amministrazione Comunale a seguito della situazione di dissesto dello stesso Comune e del fallimento della Società Viareggio Patrimonio S.r.l., che gestiva la riscossione di tutte le entrate del Comune. Il successivo 18 maggio il Consiglio Comunale approva la disciplina quadro per la predisposizione dei contratti di servizio fra il Comune di Viareggio e la Società I Care s.r.l.. Il 30 maggio, il Consiglio Comunale approva il Piano economico della Società I Care s.r.l. Di conseguenza la Giunta, delibera i relativi contratti di servizio (gestione tributi e emergenza abitativa). Con la stessa delibera si concretizza anche il definitivo trasferimento all’Azienda del personale addetto ai suddetti servizi già occupati presso la Società Viareggio Patrimonio: in tutto 35 persone che diversamente, avrebbero perso il lavoro e oggi sarebbero a casa. L’esercizio provvisorio della fallita Viareggio Patrimonio s.r.l. termina il 31 maggio 2016. In applicazione del piano economico, elaborato di concerto dal Segretario Comunale e dal Direttore di Asp, dovendo necessariamente essere valutata la questione “economica” derivante dal ri-assorbimento del personale, il Comune chiede ad Anci Innovazione S.r.l. la presentazione di una proposta di supporto nella gestione dell’attività di accertamento delle entrate tributarie ed extratributarie e per l’organizzazione interna del settore tributi dell’azienda. Cos’è Anci Innovazione? E’ una società in house che fa parte parte di ANCI Toscana, associazione di Comuni cui è iscritto anche il Comune di Viareggio, che dal mese di gennaio 2015, era stata incaricata da Anci Toscana a gestire la parte operativa del progetto TOSCA – Catasto e Fiscalità in Toscana -che ha consentito alla Regione Toscana di garantire la diffusione, negli enti locali dell’intero territorio regionale, degli strumenti informatici per il contrasto all’evasione fiscale, ampliandone gradatamente funzioni e contenuti. Anci Innovazione, in considerazione della situazione di dissesto finanziario del Comune di Viareggio e delle difficoltà in termini di recupero delle entrate tributarie ed extratributarie che ha determinato il fallimento della Società Viareggio Patrimonio, ritiene di supportare l’Amministrazione proponendo condizioni economiche di massimo favore che prevedono l’assunzione del rischio d’impresa in capo alla stessa Anci Innovazione, dal momento che la remunerazione dell’attività è quantificata in una percentuale sulle somme che a seguito dell’attività svolta, di recupero dell’evasione, verranno effettivamente incassate da parte del  Comune di Viareggio. Non appare, pertanto, fondato l’assunto per cui la convenienza economica non risulterebbe direttamente dimostrata. La percentuale individuata per il progetto Anci Innovazione risulta, infatti, perfettamente in linea con quanto espresso nella relazione resa il 20 aprile 2016 dall’amministratore delegato di Equitalia SPA, presso la VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati, nell’ambito della quale ha affermato che le percentuali di aggio «oscillano, in media, tra il 15 ed il 25 per cento del riscosso in caso di gestione unitaria delle suddette fasi di liquidazione, accertamento e riscossione, ovvero dall’8 al 15 per cento nell’ipotesi di affidamento della riscossione coattiva». È ovvio poi, che tutto è stato fatto nel pieno rispetto delle norme. Delibere di giunta e di Consiglio Comunale riportano al loro interno i pareri favorevoli di regolarità tecnico, amministrativo e contabile, richiesti dalla legge, del Segretario Comunale e del Ragioniere Capo. Non esistono inoltre relazioni, pareri o documenti di alcun genere degli organi tecnici – del Segretario Comunale o del Dirigente Ragioniere Capo gli unici deputati al controllo della regolarità formale ed amministrativa – che segnalino eventuali irregolarità nella procedura”.

“Invito quindi i Revisori ad approfondire il merito ed allargare il campo in modo da avere una visione più completa della questione – conclude Del Ghingaro: ” Il pericolo di incresciose smentite infatti è dietro l’angolo, come già accaduto con la Viareggio Patrimonio che in un lungo parere per altro non richiesto, veniva da loro ritenuta soggetto non fallibile. Tutti sappiamo poi, come è finita”.

 

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