Carnevale, faccia a faccia in Cittadella. Palestini: “Occorre un atto di forza dell’assise”

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Letizia Tassinari – “Occorre un atto di coraggio del Consiglio Comunale, che decida in modo unanime di pagare i carristi, anche contro il parere contrario del ragioniere capo del Comune e dei revisori dei conti”.  Questa l’unica soluzione per salvare il Carnevale prospettata da Andrea Palestini, presidente del Consiglio Provinciale, in quota Pd, al faccia a faccia in Cittadella tra carristi e amministrazione.

Un dibattito in diretta, moderato dal collega Gabriele Altemura , quello andato in onda su 50 News Versilia, canale 673 del digitale terrestre, a cui hanno partecipato anche il presidente di Assocostruttori Fabrizio Galli, i maestri della carta pesta Enrico Vannucci e Gilbert Lebigre, il numero uno di Palazzo delle Muse Stefano Pasquinucci, l’ex presidente della Fondazione Carnevale Alessandro Santini,  Alfredo Trinchese del Movimento Cinque Stelle, Chiara Bozzoli di Sel e Maria Gallo, in rappresentanza degli Amici di Burlamacco.

“Due anni fa – ha ricordato Palestini – per il Pucciniano avemmo lo stesso problema, risolto con una legge ad hoc, grazie ai senatori Manuela Granaiola e Andrea Marcucci. Occorre percorrere la stessa strada per il Carnevale. Ma questo vale per l’edizione 2015. Per quella appena trascorsa, dove non sono solo i carristi a dover riscuotere ma anche tutto l’indotto, l’Amministrazione Comunale deve pagare quanto promesso”.

E la cifra, 1 milione e 400mila euro, fu deliberata e firmata dall’assessore alla Cultura Glauco Dal Pino che ai microfoni della tv ha assicurato “Garantiamo il nostro impegno”, mentre l’assessore alle Finanze, Lorenzo Bartoli, ha tranquillizzto i maestri della carta pesta con un “C’è spazio anche per il Carnevale”. Quello che manca, però, è la fiducia:  “A noi, dal 19 aprile scorso, data in cui dovevamo essere pagati, è cambiata la vita – non ha peli sulla lingua Fabrizio Galli, e come nel suo stile, sincero, non le manda a dire dietro: “Ognuno deve fare la sua parte, noi siamo artigiani, da sempre, e non possiamo inventarci un altro lavoro”.

Come è giusto che sia: chi lavora vuole, e deve, essere pagato.

“Il Carnevale deve vivere. Non puo’ mancare. Anche se la situazione della città è difficile, con i 43 milioni di rosso delle casse comunali”. Il presidente Stefano Pasquinucci non ci sta al rischio che Viareggio perda quella che è la manifestazione clou che ha reso la nostra città famosa nel mondo: “I soldi, tra l’altro, spettano di diritto a chi ha prestato la propria opera. E non solo ai carristi, ma anche a tutti i fornitori e all’indotto”. Indotto che produce circa 20 milioni di euro, non noccioline… e che lega il Carnevale al turismo, e al commercio.

“Il Carnevale di Viareggio non può morire, i soldi vanno trovati, la Fondazione ha svolto il suo mandato egregiamente e il Sindaco Leonardo Betti deve dare il milione e 400mila”. Alessandro Santini, che i coriandoli li ha nel sangue,  non fa sconti: “La prossima edizione rischia grosso a causa dell’amministrazione Betti che ogni giorno sta smontando mattone dietro mattone la tradizione più antica di Viareggio. La mia ricetta? La Fondazione Carnevale deve lottare in maniera forte e decisa per ottendere quello che gli spetta. Sponsor privati per il futuro? Certo che si. Sarebbe la soluzione vincente”.

E intanto per il prossimo 26 giungo la città si mobilita: saranno in migliaia a sfilare sui viali a mare per salvare il Carnevale.

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