Carnevale, il CdA si dimette in blocco e attacca Betti

VIAREGGIO  (di Alberto Pardini) – “Una scelta di coerenza, senso di responsabilità e trasparenza”, così Stefano Pasquinucci, Enrico D’Alessandro, Renato Baldi e Cristiana Gemignani hanno spiegato la scelta, presa “loro malgrado” di rimettere nelle mani del sindaco Leonardo Betti i propri mandati. Se ne vanno dunque, sbattendo comprensibilmente la porta dopo mesi in cui hanno incassato in silenzio i colpi di chi a loro aveva dato fiducia, chi li aveva messi lì, al timone della manifestazione più importante della città. I dimissionari però non rientrano nel novero di chi sputa nel piatto dove ha mangiato, no, perché un tradimento se c’è stato, è arrivato proprio da quella persona che li aveva nominati: il sindaco Leonardo Betti.

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“Non stiamo alzando bandiera bianca, tutt’altro, il nostro è il coraggio di mandare un messaggio forte a chi di dovere – ha spiegato Pasquinucci nella conferenza stampa conclusasi poco fa – Il Carnevale deve essere il punto di riferimento della città, liquidare la Fondazione significa uccidere il Carnevale, nominare un funzionario che faccia l’elenco dei beni, vendendoli poi all’asta per pagare i creditori metterebbe di fatto la parola fine sulla manifestazione”. “Dal Sindaco ci aspettavamo un atto di coraggio, scelte e verità – è lo sfogo di Pasquinucci, D’Alessandro, Baldi e Gemignani – già a novembre Betti sapeva del dissesto, ma ha taciuto la difficoltà della situazione, e invece avrebbe dovuto essere onesto fin da subito”.

Stefano Pasquinucci in particolar modo è un fiume in piena dopo aver subito in silenzio per mesi, e svela il dietro le quinte dell’ultimo periodo: “La mia colpa è aver sempre difeso la squadra e, nonostante le smentite pubbliche,  mi è stato confermato da Umberto Cinquini che a causa dei miei contrasti pubblici con il Sindaco questi aveva deciso di sostituirmi, e infatti per ben due volte la stampa ha riportato i nomi dei miei sostituti (Romanini e Lucchesi, ndr)”. “Mi sono sentito un peso, ma soprattutto delegittimato nello svolgere il mio ruolo, con quale credibilità posso partecipare ad importanti incontri per la realizzazione dell’edizione 2015?!”. “Il Carnevale è più importante di noi –  conclude amareggiato Pasquinucci – avevo anche trovato, non senza fatica, finanziamenti triennali che ci avrebbero aiutato non poco, ma con lo spauracchio della liquidazione (paventato dall’Amministrazione, ndr) sono saltati”. “Se il Comune avesse ceduto la Cittadella alla Fondazione avremmo potuto anche pensare ad una ricapitalizzazione, ma così non è stato…”.

Tocca poi ad Enrico D’Alessandro rincarare la dose: “E’ mancato il rispetto nei confronti nostri, ma soprattutto del Carnevale, fatto passare come un peso, come quella cosa che toglieva fondi ad asili e sociale, incapace di trovare sponsor e responsabile del non pagamento ai carristi, parole che il Sindaco non ha mai smentito – spiega – avevamo chiesto quando sarebbero arrivati i soldi promessi, ci avevano risposto ottobre, e noi abbiamo ancora un bilancio da chiudere…”.

“Il Pd mi ha dato questo ruolo non per politica ma perché sono una donna del Carnevale – spiega Cristiana Gemignani – ci siamo tirati addosso le ire di molti perché non eravamo, e non siamo, soldatini. Abbiamo la soddisfazione di aver creato un progetto culturale che potrà essere base per il futuro, ma adesso dobbiamo tutelarci”. “Il Carnevale 2014 è stata l’edizione di maggior successo della manifestazione, eppure… – conclude – hanno infangato noi e il Carnevale”.

“Ci ho creduto fino in fondo – confessa amareggiato Lorenzo Mazza – ma mi devo arrendere alla volontà di lasciare la barca del Carnevale alla deriva. Betti? Ascolta, ma non propone niente se non cose confusionarie, la sua unica idea è stata quella di vendere le opere del Carnevalotto”. “Il Carnevale non lo può fare la città da sola, ben vengano i cittadini, ma non bastano – prosegue – Liquidare e rinascere? No, grazie”.

Torna a parlare, dopo le sue dimissioni di giugno, anche l’avvocato Tiziano Nicoletti: “Non voglio fare un’analisi politica, ma il Sole24Ore stima in 15/20 milioni di euro l’indotto complessivo del Carnevale sul territorio – rivela – anche se la legge non lo prevede, moralmente il contributo da 1,4 milioni deve considerarsi obbligatorio per il comune., senza Carnevale Viareggio non è più niente, perde anche l’ultimo suo vanto”. “Ci sono almeno 27 ditte artigiane con dipendenti che non sanno ancora di che morte moriranno, a fronte di un investimento dello 0,7% dell’intero bilancio comunale – prosegue Nicoletti – se non ha questi soldi il Comune può anche chiudere”.

Uno tsunami che piomba, come se non bastasse tutto il resto, su una Viareggio disastrata, che sul Carnevale, visti anche i risultati dell’ultima edizione ( 2 milioni e 269.180 euro l’incasso generale della biglietteria sono stati il risultato migliore di tutti i tempi), dovrebbe investire per il rilancio.

A seguito delle dimissioni del Consiglio di Amministrazione, anche Gabriele Pardi ha annunciato il suo passo indietro dalla commissione esame progetti di cui faceva parte. “Sono veramente dispiaciuto che si sia messa la parola fine ad un gruppo che ha dimostrato di saper lavorare bene per la manifestazione” ha commentato.

Rimangono invece al loro posto gli ultimi due reduci della squadra iniziale del Carnevale targato Betti: Gualtiero Lami e Patrizia Lombardi (Bonuccelli si è dimesso pochi giorni fa, mentre Chiarini aveva abbandonato il ruolo dopo essere subentrata in consiglio comunale). Il primo da sempre ambisce apertamente allo scranno più alto di Palazzo delle Muse, la seconda invece è una fedelissima dell’Amministrazione Betti, ma anche loro devono sottostare all’incertezza sul da farsi dell’attuale maggioranza che governa la città, che oggi ha perso un’altra bella fetta di credibilità.

E dei dipendenti, che ne sarà?

Un pensiero riguardo “Carnevale, il CdA si dimette in blocco e attacca Betti

  • 3 settembre 2014 in 21:36
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    Le Persone serie si vedono; lasciano, causa forza maggiore, coloro che meglio e più di altri hanno lavorato, lavorato bene, per la nostro amato carnevale.
    Era, a mio avviso, una sorte annunciata dato che, l’amministrazione Betti, in nessun modo e in nessun settore è riuscita a gestire adeguatamente la cosa pubblica.
    La peggiore giunta dal dopoguerra ad oggi.
    Correttezza vorrebbe, per il bene della Città, che sindaco e giunta facessero altrettanto.

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