Carnevale, Max Bertoni: “Tutti i nodi vengono al pettine”

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“C’era da immaginarselo, le false promesse ed i bei sogni di gloria della legge (o meglio emendamento) sul Carnevale – sbandierata in campagna elettorale a pro di qualche voto – leggeri come la spuma delle onde, si sono miseramente infranti sull’aspra scogliera della realpolitik. A fare chiarezza definitiva sulla vicenda, è stato il gruppo dei “Carnevalari”, che più di una volta ha mostrato estrema competenza anche in materia giurisprudenziale.
Così se in un primo momento si era accusato il Presidente della Commissione Cultura Epifani di aver bocciato l’emendamento che avrebbe stanziato fondi a pro dei carnevali d’Italia, Viareggio in primis, dall’altra è invece emerso che tale modifica è stata dichiarata inammissibile per questioni procedurali”.

All’indomani della marcia sulla Passeggiata a mare,  per salvare il Carnevale, è il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Max Bertoni a scendere in campo.

“Si scopre quindi, leggendo il resoconto della Commissione, che a norma di regolamento ed a seguito di richiami del Presidente della Repubblica, della Camera e della Corte Costituzionale, non sono ammissibili emendamenti che “non recano disposizioni strettamente connesse o consequenziali a quelle contenute nel testo del decreto-legge” – aggiunge -, chi calca le aule del Senato da un quinquennio e più questo non lo sapeva? La definizione di dilettanti allo sbaraglio è eufemistica! In pratica, nella fretta di ripagare la “cambiale” elettorale in classico stile politico, si è combinato un pasticcio – infilando a casaccio un emendamento nel primo decreto a portata di mano – che si è tentato di mascherare addossando le colpe ad altri. Ma le bugie, si sa, hanno le gambe corte e la verità è venuta fuori. Non prima però di provocare la (all’apparenza) giusta reazione del Presidente della Fondazione Pasquinucci che però, scrivendo a Renzi e Rossi e prendendosela con Epifani, è di fatto caduto in errore facendo un’incolpevole figuraccia conto terzi.
Non è certo questo il momento dei “te l’avevo detto” e certamente ci dispiace per quelli, categorie ed amanti della manifestazione più importante della città, che hanno dato fiducia a chi non è stato capace di portare i necessari finanziamenti, ma era quanto meno sospetto che certi impegni venissero presi in tempi di campagna elettorale. Le ricette per la ripresa sono ben altre e non possono fare affidamento su promesse e belle speranze.
Ora è necessario, da parte di tutti veramente, uno sforzo per salvare il Carnevale e dare un futuro ad una manifestazione che, tra ottusità ed incapacità, rischia il disastro. Noi siamo pronti a dire la nostra.”

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