Carni e cancro: “Ripensare metodi e processi produttivi”

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VERSILIA – “La discussione divampata in questi giorni può essere utile a una riflessione che vada nella direzione dell’attenzione alla qualità nella produzione – così Massimo Gay, responsabile CIA Versilia, sulla questione del rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità con il quale le carni rosse confezionate sono state inserite nella lista dei cancerogeni. “Non dobbiamo fermarci agli allarmismi – spiega Gay – sia che arrivino da parte di chi condanna senza se e senza ma l’alimentazione a base di carne sia da parte di chi ha disegnato scenari apocalittici per il mondo produttivo e quindi per i posti di lavoro, è necessario invece ripensare i metodi produttivi e valorizzare le scelte che vanno nella direzione della maggiore tutela del benessere animale, degli allevamenti non intensivi, del rispetto dei tempi e degli spazi della natura. Tutto questo porta due benefici indubbi: maggiore qualità dei prodotti ed ecosostenibilità dei processi produttivi”. Aziende medio-piccole come quelle di CIA Versilia hanno già intrapreso da tempo questa strada che oltretutto rappresenta anche l’unica possibile strategia a livello economico per creare un’alternativa alla grande distribuzione, che non sia giocata sul prezzo, dove non c’è partita, ma appunto sulla qualità. “I segnali non si limiteranno alle carni, probabilmente arriveranno altri elementi di riflessione – conclude Massimo Gay, CIA Versilia – speriamo che questa possa essere l’occasione giusta per far crescere e sostenere quelle realtà che hanno saputo e voluto scegliere metodi e produzioni di qualità”

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