“Caro Betti, se le cose si vogliono, e si sanno, fare, si può governare”

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VIAREGGIO –  I fatti di questi primi 30 giorni di commissariamento della città dimostrano che – se le cose si vogliono fare (e soprattutto se si sanno fare), se si ha chiara la situazione in cui versa da troppo tempo la città e se si sanno individuare le priorità – allora, pur tra mille difficoltà, si può governare. “Obiettivamente – commenta la sentrice del Pd Manuela Granaiola – credo che il commissario abbia avviato a soluzione più cose urgenti e rilevanti in questo primo mese di quanto sia stato fatto da una certa politica in molti anni, mesi e giorni passati. Il tutto in una situazione di dissesto, senza risorse finanziarie, in un dialogo serrato e fattivo con una presidenza della regione che ha saputo sempre dimostrare attenzione ai problemi di Viareggio (indipendentemente dall’interlocutore). Mi dispiace doverlo sottolineare ma si tratta di una pesante lezione per la recente politica delle parole – quella virtuale ed inconcludente – che altro non avrebbe potuto fare se non contribuire ad aggravare sempre di più la crisi della città. Ora si tratta di far tesoro di questi fatti e di cambiare registro; io sono certa che la città lo voglia fare, lo saprà fare e lo faremo. Leggo poi che l’ex sindaco, invece di riflettere sulle cose da fare e sulle difficoltà che ha incontrato, continua ad invocare come parametro di valutazione della credibilità del PD e di Dati, se si faranno o meno le espulsioni mie, di questo o quel consigliere. Un ex sindaco (ed avvocato) che – alla faccia di ogni garantismo – non chiede alla commissione di garanzia una valutazione seria ed attenta sugli eventi e sui complessi fatti che hanno concorso a porre termine al suo mandato; ma chiede solo la pena,  non può che far pensare alla disperata  ricerca di una qualche giustificazione. Sarà quello che sarà, ne discuteremo al momento opportuno, consumati tutti gli eventuali “gradi di giudizio”. Per il momento, più leggo certe tristi dichiarazioni e più mi convinco che se le storie   di assurde “trame” o di presunti nemici annidati in ogni dove, fossero terminate prima, oggi probabilmente non avremmo avuto bisogno del commissario e avremmo fatto qualche passo avanti nel percorso di risanamento delle finanze pubbliche. La mia è una modesta e personale opinione. Voglio sperare che a Viareggio sia ancora possibile avere opinioni pubbliche, libere e chiare; per quanto sgradite a questo o quello. Chiunque esso sia.

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