“Caro sindaco, imporre il lutto non è giusto nè opportuno”

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Straziante, reale e sentita, la  lettera  inviata da Alessandra Biancalana al primo cittadino di Viareggio, Leonardo Betti, e alla stampa, e che pubblicbiamo integralmente:

“Caro Sindaco,
chi le scrive quel maledetto 29 giugno 2009 ha perso l’uomo della sua vita nonchè il papà della sua bambina di dieci anni: lo abbiamo visto vaporizzare e sparire tra le fiamme su quella passerella mentre stava andando a lavorare. Ho letto  sui giornali di queste polemiche per la celebrazione del quinto anniversario della strafe che cosi profondamente ha segnato la vita mia, di mia figlia e di tante altre fatniglie viareggine e non. Ognuno ha un proprio modo di elaborare illutto. C’e chi lo fa in silenzio, chi si fa aiutare, chi preferisce esteriorizzare il proprio sentimento di dolore, chi lo spettacolarizza: non è un caso che l’antropologia studi
anche questa relazione che l’uomo ha con la morte. Ogni modalita è legittima e va comunque rispettata, cosi come la scelta di chi non ha subito il lutto, per quanta come in questo caso riguardi ben 32 famiglie, di non celebrarlo. Per questo non comprendo la polemica che leggo in questi giorni sul fatto che nella citta si tenga un evento dedicato ad una delle eccellenze italiane, il gelato, tante più che domenica sera, quando passera il corteo in ricordo della strage, quegli stand saranno chiusi. Non la comprendo, perche non è possibile pensare che una città intera si fermi per una intera giornata: imporlo non è giusto, nè opportuno, nè  credo sia utile al rapporto tra le famiglie e la città Chiudo con una frase di una giornalista francese, Genevieve Jurgensen, che molti anni fa vide morire di fronte ai suoi occhi le sue due figlie di 4 e 7 anni in una tragedia della suede: “…che loro non impediscano a
me di vivere, the io non impedisca a loro di morire”. Questo, io credo, sia ii corretto modo per ricordare le vittime della strage, non impedendo a nessuno di continuare a vivere”.

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