“Caro Sindaco, te ne devi andare: avrei un desiderio, che anche voi proviate a campare con niente”

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VIAREGGIO – “Mio caro sindaco, te ne devi andare: non è la politica che te lo chiede ma un semplice cittadino che forse al suo tempo aveva visto in lei un rimedio, una miracolosa medicina con ingrediente il niente. Lo stesso niente che ha lasciato nel mio pensiero”. Parole intrise di amarezza, e tristezza, quelle che Giuliano Bandoni del Motogruppo Tartarughe Lente di Viareggio affida alla sua pagina Facebook contro il sindaco Leonardo Betti.

“Mio caro sindaco, te ne devi andare: non voglio parlare di politica – lei è molto piu colto che di me -, ma voglio parlare di una città ormai con un elettrocardiogramma piatto: forse c’è un battito ogni tanto a cercare quello spiraglio di vita. Oltre a questo dramma, io cittadino – e penso sia il pensiero di tanti – devo fare i conti quotidianamente con la mancanza di lavoro e i continui aumenti per salvare un Comune che non vale niente.

Mio caro sindaco, te ne devi andare: continui a tirare picconate alle fondamenta di questa struttura che sono il turismo, il commercio, l’artigianato e la cantieristica che sta morendo e ne appesantisci il tetto con tasse e lavori non prioritari. Sembra quasi che qualcuno ha interessi. Prima o poi crollerà tutto e noi cittadini saremo gli unici a rimanerne sotto.

Mio caro sindaco, te ne devi andare: in questa città non si vive più, costretti come siamo a fare i conti con una delinquenza che nella maggior parte dei casi non è nostra ma portata da personaggi da voi tollerati. Non abbiamo il nostro fiorente mercato, ormai ridotto a un ghetto dove si trova di tutto, dove vorresti andare per comprare e ti ritrovi saccheggiato del motorino, della bicicletta o della borsetta, quest’ultimaa sconsigliata da portare perché ti potrebbero fare pure male. E non ti venga in mente di metterti un po’ d’oro perché ti ritrovi all’ospedale al sicuro.

Mio caro sindaco, te ne devi andare: faccio fatica col pensiero, vado a passare la serata in Pineta di Ponente, già penso come arrivarci, se passo un po’ appartato senza dubbio rimango fregato e allora posso provare dal vialetto (poco) illuminato. Ma anche lì ci sono i primi incontri: se ti va bene ne esci regalando un euro, altrimenti ne esci saccheggiato, e allora il mio pensiero è che me ne resto sul divano.

Mio caro sindaco, te ne devi andare: 40 anni ho lavorato – 37 da artigiano e tre da dipendente – oggi sono disoccupato e nessuno mi dà niente. Mi avevano garantito: ‘Lavora 40 anni e avrai la pensione’… Beh, era tutto un inganno: oggi Viareggio è piena di persone come me dove voi volete batter cassa. Avrei un desiderio – che anche voi proviate a campare con niente”.

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