Casa alloggio minori, scende in campo la Lazzerini

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VIAREGGIO – Dopo gli articoli apparsi sui quotidiani locali è l’ex assessore al Sociale Isaliana Lazzerini a scendere in campo:

” Tengo a precisare che il servizio della casa alloggio e centro diurno sono servizi obbligatori come recita la legge n.328 del 2000, e succ. e ai sensi dell’art. 403 c.c. il ricovero e il mantenimento dei minori in strutture residenziale assistite, privi di adeguata rete familiare e collocati a seguito di provvedimento degli organi preposti rappresenta un obbligo di legge per l’Ente e come tali dovevano essere finanziati per quanto fosse servito ad indire una gara. Ciò non è avvenuto perchè non veniva riconosciuto dal dirigente alle finanze come servizio obbligatorio e non assegnando le risorse per il periodo di tre anni o almeno di un anno, il servizio continuava ad essere gestito da Crea, altrimente doveva essere sospeso con grave danno per i ragazzi ospiti della struttura.
Con la delibera 49 del marzo si chievano gli stanziamenti per i primi 4 mesi dell’anno e con la 125 per i mesi di maggio e giugno.
Sempre cifre comunque insufficienti per poter espletare la gara. Con la delibera 182 del 29 agosto pur affidando il servizio alla Crea per i 4 mesi da settembre a dicembre, consapevoli che il contratto di servizio con Crea era scaduto, si invitava il servizio sociale a bandire una gara durante tale periodo per poi partire da gennaio con il nuovo soggetto risultato vncitore della gara stessa.Anche questa soluzione al dirigente alle finanze non andava bene perchè avrebbe voluto frazionare il servizio due mesi per due mesi chiedendo ogni volta i preventivi a soggetti diversi, dividendo la cifra di 375.000,00 necessaria per un intero anno per 6, cioè 62.500,00, e cioè frazionando il servizio in modo artificioso, eludendo così anche se non formalmente, la normativa vigente sull’indizione di gara.
Quindi essendo il servizio di accoglienza per minori presso la casa alloggio di via della Gronda a Viareggio, un servizio obbligatorio occorre uno stanziamento tale, per un anno o tre anni , da poter procedere alla gara, altrimenti sarebbe, con il frazionamento del servizio e della spesa, una modalità non corretta, secondo la normativa sugli appalti.
Ad oggi la CREA non ha ricevuto alcun pagamento per i servizi resi per l’Ente e forse saranno considerato debito fuori bilancio, decisione che doveva essere esclusa tassativamente e neppure necessaria come ebbe a dire il Segretario Generale.
Il servizio alla fine verrà interrotto e per i ragazzi ospiti dovrà essere cercata un’altra soluzione abitativa. Tutto questo è nato dalla interpretazione del ragioniere capo, non certo per volontà politica e neppure dalle scelte del servizio sociale che da tempo è pronto con la parte tecnica per affrontare la gara, perchè quella amministrativa era di competenza della ragioneria.
Colgo l’occasione per ringraziare il Dirigente e i dipendenti del settore sociale per l’impegno e la disponibilità sempre dimostrata ad affrontare situazioni difficili e complesse e gli operatori della cooperativa Crea che si sono dimostrati vicini ai ragazzi ospiti della struttura senza ricevere lo stipendio a loro dovuto”.

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