Caso pontile, Dati e Faconti: “Le condanne destano particolare sconcerto nella cittadinanza”

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CAMAIORE – Caso Pontile, è di ieri la sentenza del Tribunale di Lucca: condanna a due anni di reclusione per corruzione per l’ingegner Castellacci e otto mesi per turbativa d’asta dell’imprenditore Stefano Varia, e oggi arriva la riflessione dell’avvocato Giuseppe Dati,  segretario e commissario del Pd Versilia, e di Emanuele Faconti, segretario  del Pd Camaiore, che pubblichiamo integralmente:

 

“Siamo impegnati da anni nella battaglia per la legalità e per la efficienza della Pubblica Amministrazione. In questo ambito, abbiamo sempre pensato che la realizzazione del Pontile di Lido di Camaiore, la valorizzazione dell’area Bussoladomani e la realizzazione del nuovo Polo scolastico di Lido dovessero essere fatte nell’esclusivo interesse della comunità e in tutta trasparenza. Ieri il Tribunale di Lucca ha condannato a due anni di reclusione per corruzione l’Ing. Castellacci, Dirigente fortemente voluto al Comune di Camaiore da Giampaolo Bertola; e ha condannato a otto mesi di reclusione per turbativa d’asta Stefano Varia, noto imprenditore, protagonista di molti rapporti con le pubbliche amministrazioni versiliesi. Invece la contestazione verso i suddetti imputati della corruzione per il Pontile Project e quella verso Castellacci per la vicenda del Polo scolastico sono state dichiarate prescritte. Credevamo che fosse chiaro a tutti che la dichiarazione di prescrizione significa soltanto che il Tribunale ha impiegato troppo tempo a svolgere il giudizio, così tanto tempo da impedire la pronuncia di una sentenza di merito. Destano quindi stupore le affermazioni secondo le quali sarebbe caduto il “castello di accuse”. Risaltano, invece, purtroppo, due fatti: le condanne per reati che destano particolare sconcerto nella cittadinanza, che ha bisogno di recuperare fiducia nelle Istituzioni e nella trasparenza della gestione del potere pubblico; e la grave inefficienza della Giustizia che ha prodotto la prescrizione di reati di particolare allarme sociale, addirittura in un processo di primo grado. Non ci sarà ripresa economica fino a che la cosa pubblica non verrà gestita coniugando efficienza e rapidità, da un lato, con legalità e trasparenza, dall’altro. Condanne e prescrizioni ci dicono che c’è ancora molto percorso da fare per superare questi storici ritardi della nostra vita sociale”.

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