Caso Servetti/Betti, il pm Origlio notifica all’ex Sindaco l’avviso di conclusione indagini

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VIAREGGIO – Nessuna richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Viareggio Leonardo Betti. Ma solo un avviso di conclusioni di indagini. L’atto, a firma del Pubblico Ministero della Procura di Lucca dottor Fabio Origlio, è stato notificato all’indagato. Come procedura impone, e come disposto dall’articolo 415 bis del codice di Procedura Penale, il pm ha disposto la notifica dell’atto alla persona sottoposta alle indagini e al difensore. Un atto dovuto, contenente la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto, con l’avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l’indagato e il suo difensore hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia. L’avviso contiene altresí l’avvertimento che l’indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonchè di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. L’indagine de quo ha preso il via dalla denuncia per violenza privata presentata dall’ex assessora Laura Servetti che ha accusato l’ex primo cittadino di averla “intimidita”, con telefonate, dopo le sue uscite pubbliche, sulla stampa, e commenti,  sui social network, in merito alla suo “siluramento” dalla Giunta avvenuto a febbraio dello scorso anno.

“Quanto apparso quest’oggi sulla cronaca di un giornale locale è una notizia falsa – scrive in una nota Leonardo Betti-: “Infatti, non c’è stato nessun rinvio a giudizio né alcuna richiesta di rinvio a giudizio a mio carico per la denuncia presentata da Servetti.  Pertanto, mi è stato notificato un atto che ha esclusiva funzione di garanzia, quindi destinato a me ed al mio legale, che è stato pubblicato sulla stampa a poche ore dalla sua emissione con un contenuto, come detto, completamente travisato. Ribadisco, l’atto notificatomi ha un significato totalmente distinto dal rinvio a giudizio: ha una finalità di stretta garanzia, perché esso consente di accedere agli atti di indagine (in precedenza inaccessibili), di richiedere l’assunzione di prove a difesa, di presentare memorie, di chiedere al PM il compimento di atti d’indagine nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni. Solo in esito il Pm prenderà la sua decisione: chiedere l’archiviazione o il giudizio. E’ di una gravità inaudita che un giornale riporti una notizia falsa, dando per scontato l’esito negativo alla mia persona! Per questo mi riservo di agire in ogni sede giudiziaria. Mi domando anche come questa notizia sia stata trasmessa alla stampa. Personalmente non sono mai stato sentito dall’Autorità sui fatti che mi sono addebitati. A questo punto non vedo l’ora di difendermi per spiegare le mie ragioni. Sono convinto che il tempo sarà galantuomo e, come in altre occasioni, le nefandezze, le cattiverie e le diffamazioni più o meno celate, emergeranno in tutta la loro vacuità e ritorneranno addosso a chi alla dialettica politica preferisce l’accanimento ed il risentimento ad personam”.

 

 

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