Cava Fornace, Nicola Conti ( Pd ): “La solita propaganda”

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PIETRASANTA – “Su cava Fornace l’attuale Giunta ci delizia di quando in quando di blitz addirittura con dirette alquanto grottesche sui social per concludere sempre con un niente di fatto. Si fanno promesse ai cittadini, si fanno i sopralluoghi e il problema è risolto, soprattutto se viene data massimo risalto in termini di immagine, salvo poi le smentite da parte di Arpat che aumentano esponenzialmente la pessima figura”.

Lo scrive in una nota inviata alla stampa il consigliere del Pd Nicola Conti:

“La cosa che contestammo sin da subito circa questi blitz fu l’inutilità di effettuarli senza l’appoggio di personale professionale adeguatamente formato in tema ambientale e soprattutto competente del mondo dei rifiuti e della loro gestione.

E così è stato. Infatti alla richiesta di una nuova procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) nei confronti della Regione, lo stesso Governatore Enrico Rossi ha risposto sostenendo che Cava Fornace è stata sottoposta a due procedimenti di VIA terminati in modo favorevole, con pubblicazione degli esiti attraverso gli organi ufficiali, dove ricordiamo che anche gli Enti locali hanno il diritto-dovere di esprimere il loro parere. È stata altresì indetta nel 2008 un’inchiesta pubblica i cui esiti sono stati presi in considerazione in fase di rilascio delle autorizzazioni, sia in procedura di VIA che di AIA. Addirittura in seguito ad una richiesta di modifica da parte del Gestore, l’ultima revisione dell’AIA è stata fatta nel corso del 2016, quindi in concomitanza con l’attuale Giunta.

Ma è sulla comunicazione che questa Amministrazione sta dando il meglio di sé:  infatti alle riunioni o sui giornali si sono ben guardati  di dare queste informazioni, così come  del fatto che è dal 24 febbraio che Arpat ha comunicato all’Autorità Giudiziaria il mancato rispetto delle prescrizioni autorizzative da parte del Gestore della discarica.

Siamo tutti d’accordo che l’impianto è localizzato in un’area sensibile e delicata dal punto di vista ambientale, non è  del tutto chiaro come sia stata gestita in passato ma è certo che deve essere completamente bonificata e chiusa in tempi certi  prima che si arrivi a delle emergenze difficilmente sanabili in un territorio come il nostro, già sottoposto a troppe pressioni ambientali. La propaganda politica quando c’è di mezzo la salute dei cittadini e l’ambiente andrebbe lasciata da parte,  ma bisognerebbe lavorare sodo prendendo decisioni e assumendosi responsabilità”.

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