Chalet Martini, i Lions: “Correvano gli anni 2010 2011 quando mettemmo il cartello”

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VIAREGGIO – “Correvano gli anni 2010-2011 ed il Lions del Club Viareggio-Versilia, Presidenti PierLuigi Pellini e Raimondo Meneghetti, finanziavano e realizzavano il posizionamento presso gli edifici Liberty di Viareggio di cartelli illustrativi della storia degli edifici stessi” inizia così l’intervento dell’attuale Presidente Lions Luca Lunardini “una iniziativa che arricchiva e arricchisce un patrimonio, appunto quello Liberty, di cui la nostra Città è orgogliosa portatrice. Uno di questi cartelli informativi fa sfoggio di se accanto al bellissimo edifico Martini Peccato che oggi la didascalia del totem -…Nell’interno l’arredo del negozio, in acero bianco con decorazioni in madreperla in stile déco…- rischi di divenire solo storia.”

“Appare impossibile non provare disagio per quanto si legge sui media e per quanto tutto possono vedere in merito allo smantellamento degli arredi del negozio Samuele Martini della nostra Passeggiata” prosegue Raimondo Meneghetti all’epoca  della realizzazione Presidente in carica del club “Non sta ad una associazione come la nostra intervenire in merito alle scelte imprenditoriali dei gestori o in merito alle normative che regolano la conservazione del patrimonio culturale (anche se da più parti di legge che lo  Chalet Martini sarebbe vincolato dal DL 42/2004), ma dispiace vedere apparentemente disattese le attenzioni verso il Liberty nostrano”.

La struttura che risale al 1889 è sempre stata per i viareggini una icona liberty perfettamente integrata nella Passeggiata di Viareggio a cavallo dei secoli 1800/1900. Una testimonianza che è oggi rimasta quasi isolata tra gli edifici della passeggiata dell’epoca poiché nel 1917, a causa di un incendio, di molti di questi edifici rimasero solo le ceneri tranne, appunto, lo Chalet Martini che si salvò con tutti i propri arredi. Tali mobili, come descritto nel Totem Lions, sono in acero bianco e furono costruiti dalla ditta Spicciani di Lucca, eccellenza dell’epoca, e presentavano intarsi in madreperla pare realizzati da Tito Chini che fu anche l’autore del soffitto.

“Sarebbe grottesco” conclude Lunardini” che quegli arredi, sopravvissuti ad un incendio e a due guerre, fossero oggi persi privando la città di Viareggio di un tale patrimonio storico e artistico”.

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