Che futuro per Pioppogatto? I Cobas: “Nessuna certezza per la stabilizzazione”

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Il 19 giugno, alla Prefettura di Lucca, è stato siglato un accordo tra le organizzazioni sindacali e il Consorzio ambiente Versilia  per garantire il passaggio degli operai di Pioppogatto alla società pubblico privata che nel 2015 avrà in gestione l’igiene ambientale di 4 province toscane per un totale di circa 100 comuni.

Sebbene – scrive in una nota il sindacato dei Cobas -, come avevamo già sottolineato, l’accordo apra sicuramente uno spiraglio di luce sul futuro dei lavoratori ex Tev-Veolia, d’altra parte gli impegni presi ci sembrano troppo generici e le garanzie di un passaggio diretto nel gestore unico sono a dir poco fumose, considerando anche le centinaia di posti di lavoro a rischio dei lavoratori in appalto e sub-appalto delle aziende che gestiscono direttamente il ciclo dei rifiuti nelle varie province”.

Tradotto in altri termini, il futuro di questi lavoratori è strettamente legato al ruolo che avrà l’impianto di Pioppogatto all’interno di Ato Costa. Nell’ultima bozza di piano dei rifiuti era emersa la possibilità di uno sviluppo concreto delle potenzialità di Pioppogatto, impianto unico nel suo genere in tutta la Toscana e che, se sviluppata come vera e propria ricicleria, potrebbe essere anche un ulteriore stimolo per l’occupazione.

Dopo anni di precariato – aggiungono dal sindacato – i lavoratori di Pioppogatto attendono ancora la stabilizzazione e non ci soddisfa il fatto che  saranno presi in considerazione al momento di passare a Reti ambiente, con la gara di affidamento i cui tempi sembrano allungarsi, insieme alla possibilità sempre più vicina di un commissariamento che potrebbe far saltare tutti gli accordi presi finora. Sono a questo punto necessarie alcune considerazioni:

  • nessuna parola viene spesa sulla filiera del riciclo
  • le stabilizzazioni  dei precari sono a rischio
  • nessuno parla più di riciclaggio all’interno dei capannoni (vuoti ) di Pioppogatto nonostante macchinari nuovi  e moderni
  • non si capisce la ragione per la quale la provincia di Pisa porti i suoi rifiuti in provincia di Grosseto quando esiste un impianto a pochi chilometri di distanza come quello di Pioppogatto

I lavoratori di Pioppogatto, e con loro il Cobas lavoro privato, “non ritengono sufficiente l’impegno in Prefettura anche alla luce di quanto detto nell’ultima assemblea regionale dell’ATO Costa. L’igiene ambientale è un lucroso business: noi non vogliamo che a farne le spese siano i lavoratori e l’ambiente, per questo chiediamo ai Comuni, alla Regione Toscana e all’Ato impegni precisi  su Pioppogatto e su tutti i precari dell’indotto igiene ambientale toscana”. E il grido è “no alla privatizzazione dell’igiene ambientale e lavoro e diritti per tutti”.

 

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