“Ciao Amando”, il saluto della Cgil

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VIAREGGIO – “Oggi è venuto a mancare il compagno Amando Mancini, stroncato da una lunga e tremenda malattia, contro la quale Amando ha lottato fino all’ultimo con grande serenità e determinazione. La malattia lo aveva costretto a casa dal lavoro, alla SEA dove faceva parte da anni della Rappresentanza sindacale della Funzione Pubblica CGIL. Benchè malato, non aveva rinunciato all’inizio dell’anno, a fare il congresso a cui aveva voluto portare  il suo contributo critico ed aveva scelto di entrare anche nel Direttivo Provinciale della Cgil, oltre a quello della Funzione Pubblica, proprio per continuare, con le forze che aveva a disposizione, a portare avanti la sua ferma e motivata critica al gruppo dirigente nazionale e locale della Cgil”.

La lettera di addio è a firma di un gruppo di compagni e compagne della Cgil: “Amando è stato uno di quei compagni con i quali potevi dissentire su questioni specifiche, ma su cui potevi sempre contare, certo che sulle grandi questioni, sulle scelte di fondo, sarebbe comunque stato dalla parte giusta, con la sua onestà la sua intelligenza e la sua correttezza. Da sempre iscritto alla Cgil era preoccupato per il futuro dell’organizzazione e quattro anni fa, proprio per paura di una spaccatura, con un profondo travaglio interno aveva alla fine, per questo timore, votato il documento della Camusso, pronto però dal giorno dopo a continuare la battaglia per cambiarlo senza lesinare critiche, mantenendo intatta la sua autonoma capacità di giudizio. Amando aveva una particolare sensibilità per le tematiche ecologiste e pacifiste, è stato sempre in prima fila nelle battaglie per la pace e l’autodeterminazione dei popoli, si è impegnato nei verdi e nell’Associazione Ambiente e Futuro per la quale era stato eletto anche consigliere di circoscrizione, sosteneva l’Associazione Berretti Bianchi. Sulla necessità di conciliare ambiente e occupazione è sempre stato inflessibile, non accettando alcuna forma di ricatto a partire proprio dal tema dei rifiuti, settore nel quale lavorava, su cui convintamente ha sostenuto in modo aperto e trasparente la chiusura dell’inceneritore e la strategia rifiuti zero.  Aveva iniziato molto presto la sua militanza politica nel variegato mondo della sinistra caratterizzandosi non solo per le sue idee ma anche il modo originale con cui le portava avanti e noi vogliamo continuare a  ricordarlo con un cartello davanti o con il megafono in mano, presente ad ogni iniziativa politica, con la sua intelligenza e la sua voglia esserci”.

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