CibArt mette a nudo la sua forma

SERAVEZZA – La Città di Seravezza e il paese di Azzano, quest’anno, diveranno teatro della commemorazione del Cinquecentenario della venuta di Michelangelo Buonarroti. Il geniale artista e indiscusso protagonista del Rinascimento, fu mandato sulle nostre montagne con il preciso compito di far cavare i marmi con i quali sarà resa unica Firenze,  la città definita, appunto, “culla” di questo periodo storico, per la sua maestosità sia dal punto di vista artistico che architettonico. La coreografia dominante, il disegno cardine, il leitmotiv dell’edizione CibArt 2018, viene indicato da un vero e proprio oggetto di culto, la scala, il quale ha sempre suscitato grande interesse non solo negli artisti, fin dai tempi più remoti. Essa possiede un fascino ancestrale, è mezzo di ascesa verso l’alto dei moti spirituali, concetto che si fonde perfettamente con le figure e l’architettura dipinta michelangiolesca, anch’esse indissolubilmente legate in uno slancio ascensionale che cattura e coinvolge lo spettatore. Fiumi, strade, ponti, saranno arricchiti da istallazioni urbane a tema, costruite dallo staff CibArt in collaborazione con Alfio Bichi, che si fonderanno, in un intreccio morbido e seducente, con l’Urban Knitting, fin dalle origini prodotto di nicchia firmato CibArt, curato da Betta Crott e dalle sue migliori allieve. Come ogni anno, rinnoviamo l’invito a partecipare a tutta la cittadinanza che ci è sempre stata fedele, nel momento in cui provvederemo all’istallazione delle opere. CibArt è, e rimmarrà sempre, una manifestazione organizzata dai cittadini di Seravezza, per valorizzare la città e i paesi della montagna, troppo spesso lontani dai più importanti eventi e questo è l’unico messaggio che a noi preme diffondere con l’originalità e la grande particolarità di questo festival. L’Associazione Culturale CibArt, che si occupa dell’organizzazione della kermesse, durante tutto il corso dell’anno, cerca di caratterizzare ogni edizione con rappresentazioni inedite, raffinate e ricercate, distaccandosi dai modelli diffusi e già ripetuti, anche se di successo, in altre città del mondo e facendo recepire la sua unicità con tutti i rischi ad essa connessi poiché, per noi, l’arte è comunicazione..non ripetizione.