Cittadella della Pesca vs vice sindaco, il botta e risposta continua: “Nessuna gara illegale”

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VIAREGGIO – Cittadella della Pesca e vice sindaco Gian Marco Romanini, continua il botta e risposta. E’ di oggi la nuova nota stampa, che pubblichiamo integrale:

“La risposta della Vice Sindaco Romanini alla Cittadella della Pesca su facebook del Comune di Viareggio  è condivisibile  solo per  una sola frase  quando , dice la Romanini, “ Non ho mai detto con certezza che ci sarà una doppia gara: ho detto che avrei subordinato la questione all’ufficio legale perché non intendo fare gare illegali solo per l’interesse di  qualcuno”.  Chissà perché quel giornalaccio fascistoide  si è inventato tutte quelle fandonie  Nessuno le ha chiesto di fare gare illegali!  La Romanini assieme al Sindaco Betti hanno votato per ben due volte, in epoche diverse ed in contesti politici amministrativi diversi, due Odg ( voto unanime) che sostanzialmente dicevano, meglio affidamento diretto e  comunque gara su tutta la struttura.  Dormivano? facevano propaganda?  Studiavano da Sindaco e da assessore? Il fatto di volerla dividere, come in effetti oramai si vuol fare a partire  dalle dichiarazioni dell’allora  quasi fresco d’incarico Sindaco Pd  Betti ( Ottobre 2013),  nasconde, e poi nemmeno così bene,  la volontà non di rispettare la legge ma di guidare le cose in una maniera tale da  dividere  la parte commerciale da quella redditizia di un “ristorante “ o una “club house”  di cui si è parlato nel passato. Era quel  ristorante  dentro il grande centro commerciale immaginato dall’allora Vice Sindaco Benincasa in luogo del brutto e puzzolente mercato ittico ? Mutatis mutandis…. Sì ,  si usa  il vecchio trucco “dura lex sed lex “  che viene usato per intontire i beoti. La storia del mercato ittico che non si fa forse sta proprio in questo arcano. Uno spazio rotondo che dà sul mare , un ristorante che attira ,che  è invitante:  un bell’affare , una location coi fiocchi. Ecco, qui stanno le lentezze, le involuzioni, le pastoie: ritardare fino ad un punto tale che si può,  nel nome della legge naturalmente,  passare come un gigantesco trattore su tutto e su tutti. Che sono in fondo 100 pescatori rispetto al sogno di una Viareggio d’oro,  un  serraglio di emiri arabi che si dirama  in Darsena tra  lustrini brillanti e  coloriti  harem e poi, a sera , l’ elite dei satrapi  scesa dagli Yacht di 100 metri   siede  e cena guardando estasiata le Apuane o il mare aperto? Se questo è il pensiero del Pd ci vengono i brividi! Noi avevamo pensato che forse si sarebbe ripreso il progetto originario e che ai pescatori con i cui soldi  è stato realizzato il vecchio mercato e in larga misura il nuovo se non ci avessero pensato lor signori a tenere le risorse nel surgelatore , fosse affidata  la struttura. L’Europa fa le leggi per favorire le OP , le organizzazioni dei pescatori che sono ritenute un punto fondamentale per la normalizzazione dei mercati e per favorire i produttori. Ma a Viareggio questa è una bestemmia e chi si muove per dare una prospettiva nuova  a questa categoria è tacciato per colui che vuole frodare le leggi, aggirarle, metterle nel sacco. Davvero riprovevole!”

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