Collegio Colombo, appello alle istituzioni

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VIAREGGIO – ” L’appello disperato degli insegnanti sul futuro dellex collegio Colombo dovrebbe essere accolto dalle istituzioni competenti prima che inizi il prossimo anno scolastico. Se Roma ha destinato alla Toscana 66 milioni di euro da suddividere tra le varie province e assegnati ai progetti meritevoli , al marconi potranno arrivare 700 mila euro”. Lo afferma Isaliana Lazzerini del Pci sezione Viareggio: “Troppi pochi se si vuol far tornare la scuola degna di tale nome. La nostra sollecitazione a Regione, Presidente e assessori,al presidente della provincia  e alle istituzioni tutte non ha avuto risposta. Siamo ancora a richiedere gli interventi dovuti e siamo come sempre dalla parte degli studenti e degli insegnanti”.

L’ appello alla Regione, alla Provincia e a tutte le istituzioni interessate

“La situazione del plesso ex Collegio Colombo rappresenta un freno oggettivo alla crescita della scuola.

L’ISI Guglielmo Marconi è un Istituto Professionale di Stato con sedi a Viareggio e Seravezza, frequentato complessivamente da circa 900 allievi. Nelle due sedi di Viareggio, poste a breve distanza l’una dall’altra nel quartiere Darsena, sono attivi tutti i percorsi di scuola alberghiera (cucina, sala, pasticceria, ricevimento), i servizi commerciali e i servizi socio-sanitari. Oltre ai corsi diurni è attivo anche il corso serale (uno dei più frequentati della provincia). Complessivamente le sedi di Viareggio sono frequentate da circa 600 tra allieve ed allievi.

I due plessi nei quali si articola la sede di Viareggio sono tra loro assai dissimili. La sede centrale è collocata in una ex scuola del primo ciclo che, pur presentando aspetti di criticità (soprattutto a carico della palestra e degli spazi tecnici connessi) risulta ancora abbastanza funzionale all’attività didattica e sufficientemente dignitosa. Diverso è invece il caso del plesso ex Collegio Colombo che è di fatto il biglietto da visita della scuola e si sviluppa su quattro livelli.

Il piano seminterrato ospita due laboratori di cucina, il locale per la panificazione, due locali adibiti a sala bar, plonge, magazzini per derrate alimentari, una sala riunioni, spogliatoi e altri spazi tecnici e didattici. Il primo piano ospita due laboratori di sala-bar e due di ricevimento nonché alcune aule didattiche e l’aula insegnanti. Il piano secondo è interamente occupato da aule. Il piano attico (l’ultimo ad essere stato consegnato alla scuola) è invece occupato da una cucina, una sala-bar, la plonge, aulette didattiche per la didattica speciale, magazzini e spogliatoi. Una vasta porzione di tale piano è occupata da una terrazza. Tutti i piani sono ovviamente dotati di bagni

Il manufatto si presente complessivamente assai deteriorato. Il piano seminterrato è afflitto da considerevoli problemi di umidità e da continue infiltrazioni di acqua, soprattutto in occasione dei sempre più frequenti acquazzoni che si abbattono sulla nostra zona. La  muratura, nei diversi piani, è segnata qua e là da crepe che devono essere valutate attentamente. La copertura denuncia problemi ricorrenti con infiltrazione di acqua dalle coperture, dai terrazzi e dai camini.

Gli  infissi interni ed esterni, che risalgono il più delle volte alla costruzione dell’edificio, sono in condizioni disperate. In molte aule le finestre neppure si chiudono (oppure non si aprono) e gli spifferi che penetrano nella stagione invernale rendono difficile il riscaldamento dei locali. In alcune aule si sono verificati casi di distacco degli infissi che solo per puro caso non hanno prodotto conseguenze gravi per l’incolumità degli allievi e del personale. Le porte sono in condizioni analoghe.

L’impianto termoidraulico, anch’esso risalente alla costruzione dell’edificio, denuncia tutti i suoi anni e oltre a non rispettare i moderni canoni del risparmio energetico, si presenta oramai come un gigantesco rattoppo.  I bagni, pensati per una collegio, sono tutti da rifare.

L’intonaco esterno è crollato in più punti ed una serie di sondaggi recenti, compiuti dai tecnici dall’amministrazione provinciale, ha fatto emergere il prossimo distacco di gran parte di essa. L’intera facciata (attualmente transennata) è dunque semplicemente da demolire e da rifare.

Oltre a questo anche la stessa distribuzione degli spazi all’interno della struttura non appare più funzionale ad una corretta conduzione dell’attività didattica. In particolare sono tutti gli spazi laboratoriali ad essere bisognosi di una ricollocazione.

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A inizio 2015 l’Amministrazione Provinciale, in occasione di un bando regionale per il finanziamento di interventi sull’edilizia scolastica, predispose un progetto di restauro e risanamento dell’edificio

. Per l’intervento era stato acquisito il parere favorevole della Soprintendenza. Importo previsto per i lavori circa 1 milione di euro. Il finanziamento regionale prevedeva un contributo massimo di € 700 mila, la Provincia si era impegnata a co-finanziare la somma di 320mila euro in caso di ammissione del progetto. Il progetto, pur piazzandosi onorevolmente, non è stato ammesso a finanziamento. Al momento la situazione è di attesa. La Regione sta per rifinanziare un certo numero di progetti di ristrutturazione scolastica che erano rimasti esclusi dalla graduatoria precedente. Ci sono speranze di vedersi finanziato il progetto, ma non c’è  certezza.

Nel giro di un mese si saprà se l’operazione sarà andata a buon fine.

Tenuto conto delle problematiche strutturali evidenziate successivamente alla stesura del progetto e le accresciute necessità didattiche, il fabbisogno attuale deve comunque considerarsi almeno raddoppiato rispetto alla valutazione del 2015.

I problemi si manifestano sin dal momento dell’orientamento. Le transenne esterne che annunciano le problematiche che si incontrano all’interno non sono certamente un bel biglietto da visita. Svolgere poi costantemente l’attività didattica in un contesto degradato non fa che confermare a tutti, allievi, famiglie (per non parlare degli imprenditori del settore) che la scuola nella quale si è inseriti o con la quale si ha a che fare è una scuola di serie B. Rinfocolando così, se ve ne fosse il bisogno, i pregiudizi circolanti sugli istituti professionali. Tutto questo non fa bene alla scuola, ma neppure alla filiera alberghiero-ristorativa.

Eppure le potenzialità sono ragguardevoli. L’istituto è collocato al centro di un contesto territoriale  unico nel suo genere, fortemente orientato all’ospitalità turistica. La Versilia è terra ricca di strutture ricettivo  -alberghiere  appartenenti a fasce diverse tutte costantemente interessate a inserire nei propri ranghi giovani con le giuste doti umani e basilari competenze  professionali. Molte le richieste che  vengono da strutture di altissimo livello alberghiero e ristorativo distribuite tra Viareggio e Forte dei Marmi.

A fronte di tali richieste e potenzialità di inserimento l’istituto, privo di una sede con le funzionalità che la moderna formazione alberghiero-ristorativa richiede, finisce per non poter svolgere appieno le funzioni per le quali è stata fondata. Tanto maggiore è lo slancio con il quale la scuola cerca di uscire dalle proprie mura per collegarsi con il territorio e provare a dare ad esso delle risposte in termini formativi, tanto maggiore è l’evidenza che una sede “presentabile”, ossia all’altezza delle necessità della nuova didattica non solo delle materie professionali, è indispensabile. Pena il continuare a vivacchiare o, peggio, rassegnarsi al declino.

Siamo consci della complessità dell’operazione che si propone, ma la recente magistrale ristrutturazione del chiostro di S.Agostino in Lucca assegnato al Liceo Musicale di quella città, ci fa anche dire che quando le diverse istituzioni pubbliche individuano assieme un obiettivo e lo perseguono con convinzione i risultati si vedono e in tempi  brevi.

Confidiamo pertanto che tutti si impegnino per dare alla scuola risposte adeguate alle reali necessità a partire dalla Regione che ne ha la responsabilità in collaborazione con la Provincia di Lucca.

I cittadini di Viareggio attendono che il progetto di riqualificazione venga finanziato per il futuro dei giovani studenti e nell’interesse di tutta la città”.

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