Concessioni demaniali, domani si potrebbe decidere del futuro

VIAREGGIO – Domani si potrebbe decidere il futuro delle concessioni demaniali degli stabilimenti balneari e, addirittura, una eventuale messa all’asta già dal 1° gennaio 2016. Mercoledì scade infatti il termine (già prorogato dal 15 maggio scorso) entro il quale il governo deve presentare una bozza di riforma dell’attuale sistema di rinnovo automatico che l’Europa, con la direttiva Bolkestein, non permette più. Riforma che, se presentata, farebbe slittare al 2020 la proroga delle attuali concessioni come già approvato dal Parlamento. Ma il cammino appare tutt’altro che semplice tanto che oggi Forza Italia e Pd si incontrano per trovare una intesa. “Di sicuro c’è per domani la convocazione della Conferenza Stato-Regioni – spiega Alessandro Cordoni, presidente dei balneari Confesercenti – dove il governo si presenterà con un documento, ma nessuna altra certezza. Addirittura nella bozza di questo documento, è scritto che la proroga al 2020 concessa dal Parlamento potrebbe comportare la riapertura della procedura d’infrazione da parte della Commissione europea. Ma siamo di fronte ad una situazione a dir poco caotica”. La spada di Damocle per i balneari pisani si chiama appunto asta pubblica che, nel caso l’Europa non accetti la riforma del governo Renzi, potrebbe scattare già dal 2016. Chi vince la concessione demaniale si vedrà riconoscere un titolo con durata da 6 a 30 anni. Sono previsti, invece, indennizzi per chi perde la concessione, calcolati sull’avviamento dell’impresa, sugli investimenti fatti e sul valore dei beni intestati all’azienda. Ancora Cordoni: «L’Europa aspetta che il governo metta mano alle concessioni, con una nuova normativa sul demanio marittimo – dice -. E sulla proroga non si esprime finché Roma non presenta una soluzione». Ed è questo il punto debole della questione. «Certo, non si può escludere niente in questa vicenda così caotica – insiste il presidente dei balnerari -. Ma noi partiamo dal presupposto che le concessioni scadranno nel 2020. A questo punto ci sarà il tempo per mettersi attorno ad un tavolo con la volontà di chiudere la questione. La Spagna, ad esempio, ha già ottenuto 75 anni di rinnovo per le attuali visto che la linea demaniale è stata spostata inglobando strutture che prima non erano all’interno. Caso che, ad esempio, ritroviamo anche sul nostro litorale, visto che lo spostamento è avvenuto nel 1987. Siamo anche disposti ad accettare le aste pubbliche – conclude – ma a quel punto dopo un periodo di tempo congruo in cui ammortizzare tutti i nostri investimenti”.

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