Condannato ed espulso dalle Fiamme Gialle: nessun reintegro per il finanziere, il Consiglio di Stato gli dà torto

VIAREGGIO – Niente reintegro nella Guardia di Finanza per Vincenzo Salzano, condannato a 4 anni e 10 mesi. Anche il Consiglio di Stato gli ha dato torto, dopo il Tar, e dopo che la Corte dei Conti lo aveva riconosciuto colpevole di danno erariale, condannandolo anchye a risarcire le Fiamme GIalle con 120mila euro.  Il comando generale lo aveva sospeso dal servizio, e poi fatto cessare dal servizio, con la perdita dello status militare. La vicenda risale a quando a comandare il Gruppo Gdf di Viareggio era l’allora maggiore Pasquale Arena. Vincenzo Salzano, maresciallo della Guardia di Finanza di Viareggio, fu arrestato dai suoi stessi colleghi dopo un’indagine lampo, iniziata e condotta personalmente dal suo comandante. Il finanziere, accusato di concussione e millantato credito. L’indagine su Salzano era partita dopo un controllo tributario in uno degli esercizi commerciali che da tempo elargiva regalie al maresciallo delle Fiamme Gialle in cambio di “protezione”. Una sorta di do ut des, dove però a ricevere era solo il maresciallo –  bottiglie di vino Sassicaia, champagne Tattinger, pesce, formaggio, pasticcini, e acconciature dal coiffeur per la moglie e la figlia -, visto che lo stesso era addetto alle notifiche, e non alle verifiche fiscali esterne. Era il 2010 quando finì in manette, accusato di concussione e millantato credito. Da quanto ricostruito, presentandosi nei vari locali. si vantava di avere conoscenze importanti nelle Fiamme Gialle tali da far evitare guai ai titolari nel caso di eventuali controlli. Il tenore di vita fuori dalle righe, con cene nei migliori ristoranti della Versilia e abiti firmati non era passato inosservato al comandante della Compagnia di Viareggio che, insospettito, aveva iniziato a raccogliere le prove della colpevolezza del suo sottoposto e poi lo aveva denunciato alla Procura di Lucca.