Condannato per rapina, finisce in cella

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TORRE DEL LAGO – Durante la giornata di ieri in Torre del Lago i militari della locale Stazione Carabinieri hanno tratto in arresto in esecuzione di un Ordine di Carcerazione emesso dal Tribunale di Pisa Ferdinando Dello Margio 24enne operaio, pregiudicato, poiché ritenuto responsabile di rapina aggravata in concorso. In particolare il predetto è stato condannato alla pena definitiva di 2 anni, 2 mesi e 19 giorni poiché ritenuto responsabile di una rapina perpetrata in San Giuliano Terme il 24  settembre 2012. L’arrestato è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Lucca a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

Era l’ottobre del 2012 quando la banda della Punto nera, cinque ragazzini tra i 19 e i 20 anni, tutti incensurati e residenti a Torre del Lago, è stata sgominata. Ad arrestarli, quella mattina all’alba, furono i militari del comando provinciale dell’Arma di Pisa, diretto dal colonnello Gioacchino Di Meglio, grazie ad un’indagine lampo iniziata dopo una rapina a mano armata commessa il 24 settembre a Madonna dell’Acqua, nel comune di San Giuliano Terme. “Quella sera, intorno alle 22, una transessuale brasiliana, residente a Viareggio, dedita al meretricio in strada, aveva subito una rapina aggravata in via delle Catene, traversa della via Aurelia, mediante l’utilizzo di una pistola da parte di cinque giovani italiani che, dopo aver commesso il delitto, si erano allontanati dal posto a bordo di una Fiat Punto scura”, avevano spiegato il tenente colonnello Gianni Fedeli e il capitano Stefano Bove durante la conferenza stampa. Da quell’auto erano scesi in due, uno armato di pistola e l’altro con un casco marca “Momo”, e dopo aver minacciato e picchiato la vittima l’avevano derubata di 40 euro, per poi scappare a tutto gas.  Le indagini, prontamente avviate dalla Stazione dei Carabinieri di Pisa, erano partite nemmeno un’ora dopo: la trans, infatti, sotto choc, si era subito recata in caserma e aveva presentato una denuncia, fornendo ai militari il numero di targa della Punto nera. Particolare, questo, che ha consentito di accertare ipso facto che una pattuglia dei carabinieri di Tirrenia, nella stessa serata, circa 40 minuti prima che venisse consumato il reato, aveva fermato la macchina in questione, e sottoposto ad un controllo i cinque occupanti, identificandoli compiutamente. Gli accertamenti, proseguiti fino alle prime luci dell’alba sul luogo della rapina, avevano poi fatto ritrovare in terra, forse caduto durante l’aggressione e abbandonato frettolosamente dai fuggiaschi, il casco  “Momo” scagliato contro la vittima che aveva cercato in qualche modo di difendersi dall’aggressione. Risaliti alla identità dei cinque, gli investigatori avevano quindi composto il fascicolo fotografico, sottoponendolo alla giovane trans brasiliana che aveva riconosciuto senza ombra di dubbio tutti i suoi aggressori, e il Gip del tribunale di Pisa, a seguito della richiesta del pm Di Bugno, aveva emesso cinque ordinanze di custodia cautelare. Per tre di loro, i due che erano scesi dall’auto e compiuto in prima persona l’aggressione e la rapina a mano armata e il conducente della Punto, si erano aperte la porte carcere Don Bosco, mentre per i due passeggeri furono disposti i domiciliari.

 

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