Confesercenti replica ai sindacati: “Le categorie economiche non si sono arricchite alle spalle dei cittadini”

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VIAREGGIO  – “La lotta all’evasione è per la nostra associazione un punto fermo. Non accettiamo quindi accuse generiche alle categorie economiche che sarebbero state coperte sui mancati pagamenti dei tributi locali. E’ sbagliato parlare di evasione, mentre la realtà è che ci sono difficoltà per le imprese nella scelta alternativa tra mantenimento dell’occupazione e pagamento dei pagamento dei fornitori, da un lato, e versamento dall’altro di tributi locali. La pressione fiscale a livello locale della città di Viareggio è la più alta della Versilia e non è sostenibile economicamente per le imprese in tempi di crisi”. È la Confesercenti, con il suo presidente Versilia Esmeralda Giampaoli ed il responsabile Simone Romoli, a rimandare al mittente le accuse uscite dall’assemblea sul dissesto organizzata nei giorni scorsi dai sindacati. “Le crescenti chiusure di attività commerciali e turistiche degli ultimi anni mal si conciliano con le affermazioni emerse dall’assembla dei sindacati secondo i quali proprio le categorie economiche si sono arricchite alle spalle della cittadinanza – insistono Giampaoli e Romoli – . Confesercenti non accetta “i soliti luoghi comuni che credevano ormai messi in soffitta. Commerciante uguale evasore è un pregiudizio anacronistico visto che il commerciante – dicono ancora i vertici dell’associazione – è prima di tutto cittadino e quindi paga sulla sua pelle l’eventuale evasione dei tributi che si ripercuote su tutti. Commercianti che in questi anni hanno anche con sacrificio provato a mantenere i posti di lavoro che aveva creato, pur in presenza di un crollo dei fatturati”. La conclusione. “Come associazione ci battiamo per il rispetto delle regole. Ma ribadiamo con forza , come già costantemente negli ultimi anni, che le regole devono essere coerenti ed economicamente sostenibili per il tessuto economico su cui insistono. Da qui la necessità di una nuova politica fiscale locale che tenga conto dei reali flussi, purtroppo ancora troppo legati alla stagionalità. E magari cominciando da una applicazione concreta, non come uscita dalla giunta, dell’articolo 24 della legge “Sblocca Italia” per affidare a commercianti e associazioni la gestione di aree del territorio in cambio di sgravi fiscali”.

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