Cori, uova, un sasso e fumogeni: manifestanti denunciati tra gli “anti-Salvini”

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VIAREGGIO – (di Letizia Tassinari ) – Un numero ancora imprecisato, al momento, forse una quarantina, ma probabilmente anche di più, di denunciati dalla Polizia, sarebbe questo il bilancio della contestazione avvenuta ieri a Viareggio prima, e durante, il “non comizio” di Matteo Salvini al “piazzone”, con proteste continuate anche sulla Passeggiata, sul Lungomare e in piazza Margherita ( leggi anche: Salvini contestato lascia il “piazzone “ )

Foto, e filmati, sono al vaglio del Commissariato di Viareggio e della Questura lucchese, per i fatti accaduti. Manifestazione non autorizzata ai sensi dell’articolo 18 del Tulps, Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza, che impone che i promotori di una riunione pubblica, presidio o corteo, debbano dare avviso al questore almeno tre giorni prima, radunata sediziosa, danneggiamenti, lancio di oggetti pericolosi ( uova e un sasso ), oltre che l’accensione di fumogeni: sono queste le varie accuse per i manifestanti, chi per un profilo chi per un altro. Una indagine condotta da Digos eCommissariato con il supporto della Scientifica, che vede impegnata la Polizia a visionare decine e decine di immagini per identificare i responsabili, tranne chi ha preso a calci l’auto del leader leghista, sarebbe già stato individuato.

“Credo che debba essere la città di Viareggio a denunciare Salvini e c. per tutti i casini creati e i mancati guadagni dei commercianti, ompresa la paga a tutto quel massiccio schieramento di forze dell ordine che viene impiegato per difenderlo – commenta un manifestante -: “chi semina vento raccoglie tempesta, Salvini semina odio e ne raccoglie i risultati”.

 

 

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