Corruzione e abuso d’ufficio, il “caso Raffaelli” archiviato: “Le accuse non sussistono”

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VIAREGGIO – L’ingegner Riccardo Raffaelli, al momento fuori Viareggio, ha chiesto al proprio difensore, professore e avvocato Enrico Marzaduri, di inviare una nota inerente al procedimento penale a suo carico recentemente archiviato. “Il procedimento penale a carico dell’ingegner Riccardo Raffaelli (indagato, come rileva il Giudice, “per puro caso”, con il signor Paolo Del Pistoia, leggi anche: Del Pistoia, nessun reato: “Ho dato mandato ai miei legali per i danni subiti”), avente ad oggetto ipotesi di corruzione ed abuso d’ufficio che lo stesso avrebbe commesso nell’esercizio del suo incarico quale Dirigente dei Lavori Pubblici del Comune di Viareggio, si è concluso con l’archiviazione da parte della dottoressa Mugnaini, archiviazione richiesta, a suo tempo, dal Pm Fabio Origlio – spiega il legale”. “Il Giudice – prosegue l’avvocato Marzaduri – ha ritenuto che le “articolate dichiarazioni spontanee dell’ingegner Raffaelli e la documentazione contestualmente prodotta dallo stesso” hanno consentito di “superare le lacune delle indagini e giustificano, pertanto, l’archiviazione del procedimento”. Raffaelli, già oggetto di richiesta di intercettazione telefonica, respinta a causa della “carenza dei gravi indizi”, dato che le accuse a lui mosse da diversi soggetti erano basate esclusivamente su, riportiamo testualmente, “sensazioni”, ha colmato, per il Gip, “tutti i possibili spazi di indagine”. La dottoressa Mugnaini, riferendosi all’affaire Mercato Ittico, chiarisce che le “sue (di Raffaelli) dichiarazioni puntuali e documentate danno puntualmente conto della destinazione delle somme stanziate dalla Regione Toscana e della correttezza del loro impiego e consentono di escludere ogni ipotesi di distrazione o di indebita destinazione”.  Insomma, il Giudice, nell’ordinanza di archiviazione, entra anche nel dettaglio della “tormentata vicenda dei lavori per il Mercato Ittico, sulla quale Raffaelli ha dimostrato, senza incertezze, l’inesistenza di qualunque irregolarità o anomalia.  Il Giudice conclude riferendo come l’archiviazione non si giustifichi perché “gli elementi acquisiti non consentano di sostenere l’accusa in giudizio, ma per il più pregnante motivo che i fatti di penale rilevanza astrattamente ipotizzabili non sussistono”, ed ha ribadito come “l’attività compiuta dai difensori ha chiarito definitivamente l’inconsistenza di ogni sospetto e di ogni opacità ipotizzati in ordine alla condotta dell’indagato”. Finisce così la penosa vicenda che ha coinvolto l’ormai ex dirigente comunale accusato da più parti di far parte di un “sistema di corruttela” e di “poteri forti”, accuse queste bollate dal Giudice come “prive di concreti riferimenti fin dal decreto di rigetto della richiesta di autorizzazione alle intercettazioni richiamata nell’ordinanza di archiviazione. “Come logico che sia, l’ingegner Raffaelli, dopo un anno intero di accuse calunniose e diffamatorie – conclude la nota – ha dato pieno mandato ai suoi legali di valutare e procedere sia in campo penale che civile per i gravissimi danni patiti alla sua persona ed alla sua onorabilità come uomo e professionista”.

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