“Cosi non va”, Bindocci e Sgro spiegano le ragioni dello sciopero

0

VIAREGGIO – Sciopero anche in Versilia, il prossimo 12 dicembre. La manifestazione per le province di Lucca, Massa Carrara e Livorno è organizzata a Pisa, con concentramento in piazza Guerrazzi, alle 8.45, per poi proseguire nelle vie della città della Torre. Per non creare ingorghi sull’autostrada e sull’Aurelia, e dal momento che il trasporto pubblico sarà fermo per tutto il giorno, chi è interessato a partecipare contatti la Cgil per prenotare il viaggio in pullman.

Cosi non va, lo slogan di quella che è la protesta nazionale alla quale sulla costa i sindacati tutti rispondono localmente con una serie di iniziative con proposte concrete “per cambiare l’Italia”.

Massimiliano Bindocci, segretario della Camera del Lavoro di Viareggio, e Giovanni Sgro’ segretario della Uil, sono pronti a scendere in piazza con i lavoratori per il lavoro, per un futuro migliore. La richiesta al Governo e al Parlamento è quella di cambiare in meglio la legge sul lavoro e quella di stabilità, rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi fortemente in crisi, la difesa e il rilancio dei settori pubblici e la creazione di nuova e buona occupazione.

“La Versilia può dimostrare che il precariato e la flessibilità non risolvono i problemi  e lo possono testimoniare molti dei nostri settori – queste le parole di Bindocci e Sgro’ -: “Abbiamo certe palestre, come il turismo, dove l’abuso e la disoccupazione sono problemi davvero grossi. Il teorema di Renzi per cui peggiorando le condizioni di lavoro si migliora il sistema, in Versilia non ha bisogno, purtroppo, di presentazioni. Penso che le adesioni allo sciopero di venerdì saranno molte a prescindere dalla sigle sindacali. L’unico paletto che può fermare è il momento di crisi, il timore, la paura, l’incertezza. La disoccupazione specie giovanile  in Versilia è a livelli mai visti prima. Viareggio, in particolar modo, scenderà in piazza spinta anche da uno stato di degrado economico, politico e sociale senza precedenti. Siamo tutti d’accordo che il licenziamento più libero per tutti non piace, così come riconosciamo l’estensione degli ammortizzatori sociali ai co.co.pro. Ma non è ammissibile che quel poco di buono che è stato fatto sia collegato, come in un vaso comunicante, alla riduzione dei diritti per gli altri lavoratori”.

Che non siano le fasce deboli, precari, disoccupati, pensionati, a pagare. Questa la base dello sciopero. “Il governo – affermano i due sindacalisti – continua su una strada che non ha prodotto risultati: nessun contrasto alla crisi, nessun sostegno alla economia reale che produca con un rapido e concreto piano di investimenti una vera ripresa”. Le politiche economiche, detto in soldoni, e quelle sul lavoro, hanno peggiorato le condizioni di vita di milioni di persone, indebolendo i sistemi di protezione sociale e ridotto le tutele per chi è più colpito dalla crisi.

( foto di Letizia Tassinari )

No comments

*