Crisi e turismo, Pedretti: “Perderemo anche i russi?”

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FORTE DEI MARMI – La notevole crisi di presenze turistiche che vediamo quest’anno è un preoccupantissimo segnale di allarme e può essere veramente l’inizio di una fase ancor più calante per l’economia di Forte dei Marmi, anche più di quello che abbiamo visto fino ad oggi. Lo pensa Luca Pedretti in una lunga riflessione che pubblichiamo integralmente La serietà della crisi in Ucraina  unita poi alle reciproche sanzioni tra Russia ed Unione Europea, rischia nondimeno di farci perdere in futuro una grande fetta del turismo russo nostrano, il che indubbiamente sarebbe un colpo di grazia per lo stato attuale delle cose che si rifletterebbe in maniera allarmante su ogni categoria economica, sui negozi del centro come sui nostri lavoratori. Quello che questa situazione deve far comprendere è che non possiamo più adagiarci sugli allori credendo di andare avanti solo e soltanto perché “qui abbiamo la clientela russa”, ma bensì che in un mondo altamente globalizzato occorre essere versatili, presenti e ricettivi sul mercato del turismo internazionale, soprattutto europeo. Mi riferisco a nazioni come l’Inghilterra, l’Olanda, la Svizzera, il Belgio, la Francia o i Paesi Scandinavi, tutti paesi che storicamente hanno un forte legame turistico con l’Italia e in particolar modo con la Toscana. Negli ultimi anni nessuno si è mai posto – soprattutto Buratti – il problema di strutturare una politica di marketing territoriale seria che abbia avuto come obbiettivo quello di portare più clientela di alto livello possibile a Forte dei Marmi, il che è incredibile per un paese che vive di turismo. È per questo motivo che già quest’anno molti dei nostri clienti russi sono andati in Costa Azzurra dove ricevono un servizio indubbiamente diverso rispetto a quel che pagano. Parlando di questo il prossimo anno ad esempio c’è l’EXPO 2015 a Milano e una capitale del turismo italiano come la nostra deve necessariamente essere presente , qualcuno ha per caso sentito Sindaco o amministrazione parlare con i nostri operatori per preparare pacchetti e proposte da portare la? Io no. In comune si devono rendere conto che il lavoro è diventato la prima emergenza del paese e che nonostante il sindaco non possa risolvere direttamente l’epidemia della disoccupazione, può intervenire con azioni che favoriscano l’economia e creare un circuito virtuoso che rimetta in moto anche il mondo del lavoro. Questo significa avere un paese pulito, avere una politica concreta sulla sicurezza senza la quale non si possono immaginare politiche vincenti nel turismo, favorire la semplificazione dei procedimenti autorizzativi che rallentano e molto più spesso scoraggiano chi “vuole intraprendere” e “fare impresa” creando nuovi posti di lavoro,riqualificare le nostre pinete, le nostre aiuole e strutturare le aree verdi che abbiamo con servizi e recinzioni come realizzare il parcheggio scambiatori, giusto per citare qualche esempio. Buratti e la sua amministrazione hanno agito senza una visione di sistema e come se non bastasse i varchi elettronici  hanno frantumato quel senso di libertà che da sempre caratterizzava la nostra cittadina, trasformandola in una sorta di centro storico metropolitano: un qualcosa che non ha senso. Non basta questo e qualche pista ciclabile a risolvere i problemi che abbiamo oggi con un calo di presenze preoccupante che si riscontra negli affitti, nel commercio, nei bagni come negli alberghi. Buratti ha la responsabilità di dover dare risposte alla preoccupazione della cittadinanza come di muoversi per cercare soluzioni concrete e al passo coi tempi, tra le quali non vi è di certo quella di andare a pescare con Marco Masini e la Tatangelo sul pontile, un esempio di marketing davvero strabiliante.

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