“Dai chioschi parta la rinascita di Piazza Cavour!”

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VIAREGGIO – “Negli ultimi mesi i chioschi di Piazza Cavour sono stati oggetto di prese di posizione ingenerose, ma esiste un nucleo storico di commercianti fieri e battaglieri, che preservano il valore del concetto tradizionale di “mercato”. E da loro è necessario ripartire!”. A dichiararlo è Esmeralda Giampaoli, Presidente di Confesercenti Versilia, che prende una posizione ben definita sul ruolo dei chioschi nelle dinamiche commerciali del centro cittadino. Esponente del direttivo locale di Confesercenti e rappresentante dei chioscai storici è Stefano Lazzarini “A Viareggio da sempre andare al Piazzone è sinonimo di spesa e di giri fra banchi e negozi storici. La denominazione di “banchi” è una reminiscenza degli anni ’50, originariamente box in legno chiusi da lucchetti. Solo con gli anni ’80 ci fu un salto di qualità, e dal semplice legno si passò al ferro e quindi a strutture più sicure dotate di serrande e tendaggi elettrici. La storia commerciale del Piazzone è da sempre legata ai chioschi e alla loro tipicità unica nell’esporre le merci e nei modi naif di vendita tanto cari ai viareggini, ma ancor più apprezzata dai turisti stranieri che trovano in tutto questo un’italianità non riscontrabile altrove. I banchi del Piazzone hanno svolto negli anni anche un ruolo sociale per i ceti meno abbienti e sono da sempre un punto di riferimento per le famiglie e per la socializzazione.” Ancora Giampaoli e Lazzarini “I titolari dei chioschi, che sono riusciti a resistere finora ai morsi della crisi economica, aggravata peraltro dalla difficile situazione cittadina, meritano il rispetto delle istituzioni per il contributo che continuano a dare nell’animazione del commercio cittadino. Senza i chioschi Piazza Cavour e l’area pedonale si vedrebbero inferto un colpo mortale”, che proseguono “I chioschi sono i primi a chiedere la definizione di un percorso di valorizzazione, e sono anche disponibili ad investire sulle loro strutture, purché nel quadro di un progetto credibile e condiviso con l’Amministrazione. Base di partenza potrebbe essere la definizione di un disciplinare e un marchio di qualità, per promuoverne visibilità e valore commerciale, con il supporto del Centro Commerciale Naturale”. Conclude la Presidente Giampaoli “Confesercenti assicurerà il proprio appoggio a tutte le proposte amministrative finalizzate a ridare ai chioschi la loro valenza storica e culturale, nell’interesse anche dell’Amministrazione Comunale, che essendone proprietaria, e dunque beneficiaria degli introiti derivanti dalle concessioni, è il primo soggetto interessato alla creazione di un nuovo valore commerciale.”

 

1 comment

  1. Pensiero stupendo 4 novembre, 2015 at 09:21 Rispondi

    Bella la cronistoria e la visione romantica e sociale dei “chioschi” ma non avete aggiornato il vostro bel quadretto agli anni 2000. Oggi la maggior parte dell’area interessata è un agglomerato indistinto di “baracche” con tende e banchi posticci, in alcuni casi sconfinanti sulle aree pedonali, senza un ordine ed un’esposizione decorosa. Il livello di caos è tale che i cosiddetti banchi “storici” non si individuano più oppure hanno lasciato il posto ai “moderni” bazar indo-cinesi. Sull’aspetto del richiamo turistico caliamo un velo pietoso mentre il fatto di avere una vocazione al sociale non giustifica il degrado estetico e organizzativo attuale!

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