“Dammi i soldi o ti uccido”, Tureddi accusato di rapina

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VIAREGGIO – Letizia Tassinari – “Dammi i soldi o ti uccido”. Sarebbe stata questa la frase intimidatoria, se pur a mano disarmata, pronunciata da Francesco Tureddi, il teste chiave e imputato appena assolto dalla Corte d’Assise di Lucca al processo sulla scomparsa di Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, che ha visto condannato a 30 anni, per omicidio,  Massimo Remorini e a 16 Maria Casentini ( Donne scomparse: Remorini condannato a 30 anni).

“Cecchino”, a quanto riferito ai Carabinieri di Viareggio dal titolare della tabaccheria in via Fratti, si sarebbe presentato nel suo negozio, a due passi dal Comune, e dopo la minaccia di morte avrebbe preso una manciata di spiccioli, circa 30 euro, per poi volatizzarsi. Il tabaccaio, che questa mattina ha formalizzato la denuncia negli uffici dell’Arma, lo ha riconosciuto senza ombra di dubbio. “Il mio assistito è stato solo denunciato, e non si trova in stato di fermo – ha precisato il suo legale, avvocato Aldo Lasagna, contattato telefonicamente – la sua versione non combacia con l’accusa. Tureddi è entrato in tabaccheria solo per chiedere l’elemosina” . Certo è che, oggi, davanti al Comune di Viareggio, dove “Cecchino” è solito passare le sue ore, di luii non c’era neanche l’ombra.

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