Daniela Rombi: “Dopo 1830 giorni niente è più come prima”

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Questa sera, per l’anniversario dei 5 anni dalla strage del 29 giugno si svolgerà un consiglio comunale aperto alle associazioni, ai familiari delle vittime della strage di Viareggio. Questo, di seguito, l’intervento che stasera leggerà Daniela Rombi, a nome de “Il mondo che vorrei”:

Dopo un incidente probatorio, dalle risultanze a dir poco inquietanti visto che un consulente del Giudice si era distrattamente dimenticato di “confessare” di essere retribuito da Rete Ferroviaria Italiana (società allora indagata per la strage ferroviaria di Viareggio) per attività svolte in passato e attualmente, nel 2013 si è svolta l’udienza preliminare (durata mesi) che ha rinviato a giudizio 33 persone e 9 Società.

 Il 18 novembre 2013 è iniziato il processo vero e proprio ma solo dall’udienza del 14 maggio 2014 si è cominciato a capire cosa stavamo a fare lì in quell’aula di Tribunale: eravamo lì perché 32 persone hanno perso la vita, un’intera strada è stata distrutta e una città che rimarrà ferita per sempre; infatti proprio il 14 maggio sono iniziati gli interrogatori, le testimonianze, la cruda realtà dei fatti; non potete immaginare cosa siamo costretti ad ascoltare!

 Tutto questo sarebbe anche normale, un percorso lungo e complicato ma normale, ma così non è perché a tutto questo si aggiungono periodicamente fatti incredibili, non immaginabili che altro non fanno che addolorarci, colpirci duramente nel cuore, che cercano di farci piegare ad un sistema che noi non accettiamo e mai accetteremo perché sono morti i figli, i fratelli, i genitori, familiari stretti, e niente e nessuno può tapparci la bocca, ci farà stare a casa a piangere ed in silenzio, perlomeno finché non avremo giustizia, quella giustizia terrena che ci è necessaria ed indispensabile per continuare a sopravvivere e piangere in pace i nostri cari.

 L’allora AD di ferrovie, Moretti, fu nominato tale da Prodi nel 2006, riconfermato da Berlusconi nel 2010 già indagato, da Letta il 6 agosto 2013 già stato rinviato a giudizio ed infine promosso da Renzi in qualità di Ad a Finmeccanica! 

Nel frattempo altre cose sono accadute: il Presidente della nostra Repubblica, sig. Napolitano, ad un anno dalla strage, lo ha insignito dell’onoreficienza di “Cavaliere del Lavoro”! Il presidente che nel discorso di fine anno 2009 aveva dimenticato l’immane tragedia di Viareggio ma che aveva partecipato ai funerali di Stato ed era andato a trovare Leonardo in ospedale che gli regalò un suo disegno! Quel presidente a cui ci siamo rivolti tre volte chiedendo di donarci una mezz’ora del suo tempo per raccontargli cosa ci era accaduto ma, pur avendoci rassicurato personalmente a L’Aquila il 6 aprile 2011, non ha mai trovato il tempo per riceverci.

Torniamo al cav. Moretti: un AD che a pochi giorni dal disastro, lo definisce in Senato “uno spiacevole episodio” affermando che non avrebbe mai attivato le assicurazioni per risarcire i danni dato che loro non erano assolutamente responsabili di niente. Un Moretti che il 30 giugno 2009 alle 7.30, a poche ore dalla strage, disse ad un suo collaboratore “da qui in avanti dobbiamo controllare anche quello che viene dall’estero”. Un Moretti che intimidisce e licenzia i ferrovieri, un Moretti che sceglie di risanare i bilanci di ferrovie con il sangue dei nostri figli e delle decine di lavoratori morti sui binari nella sua gestione di Ad, un Moretti tutto proteso all’AV con il risultato di devastare il trasporto pendolare di lavoratori e studenti,  un Moretti che ha accettato di ricoprire il ruolo di AD di Finmeccanica a patto che al suo posto fosse nominato il suo braccio destro, Elia. Un Moretti quindi che detta legge a tutti anche alla politica e al sindacato e troppi lo ascoltano e si inchinano.

Ci siamo appellati anche a Renzi, ma niente, noi invece non ci ascolta nessuno. Proprio da Renzi Moretti è stato promosso, gli è stato aumentato lo stipendio ed è stata accettata la sua richiesta.  

Un mese e mezzo fa a Rimini il sindacato Cgil, parte civile nel nostro processo, invitò Moretti e il Ministro delle Infrastrutture Lupi alle “giornate per il lavoro” precedenti al Congresso Nazionale; naturalmente Moretti entrò da una porta secondaria; invece il ministro Lupi si avvicinò a noi, ci ascoltò, parlò con noi e promise che ci avrebbe ricevuti. Ma anche questa volta solite promesse totalmente disattese.

 Pochi giorni dopo, il 29 maggio, ecco la nomina di ELIA ad AD di Ferrovie. Altro rinviato a giudizio … Abbiamo due Ad in Società tra le più importante del paese rinviati a giudizio con accuse pesantissime! Ci siamo sentiti per l’ennesima volta colpiti, umiliati, dimenticati e quindi siamo di nuovo scesi sui binari per un’azione dimostrativa, per dire che ci siamo, che siamo ancora vivi e ad ogni violenza subita reagiremo con la nostra forza, la nostra ragione, il nostro dolore. Ma in che mondo siamo costretti a vivere?! Siamo stanchi di offese, soprusi, provocazioni, ma non abbandoneremo la voglia e la pretesa di giustizia, verità, sicurezza. Anche solo nel nome e nella memoria dei nostri cari. 

 Torniamo ai fatti: uno Stato che non si costituisce parte civile accanto ai suoi cittadini ma accetta i soldi delle assicurazioni e si sfila, si dilegua, ci lascia soli … cosa dobbiamo aspettarci? Un’Amministrazione comunale, la scorsa, che la sera del 28 novembre 2011, di ritorno da Roma dove eravamo stati spintonati e blindati dalla polizia in tenuta antisommossa, ci accoglie in Consiglio comunale e ci dà la parola per spiegare cosa era accaduto alla stazione Tiburtina a Roma, alla quale chiedemmo espressamente di non cedere ai soldi della assicurazioni, dove tutti in piedi ci applaudirono per poi scoprire che l’atto di accettazione era già stato sottoscritto.

 Ma come pensate che ci sentiamo noi di fronte a tutto ciò!? Dopo che abbiamo perso i nostri cari al sicuro delle proprie abitazioni, cosa dovremmo fare, stare zitti ad aspettare? Aspettare che cosa? Niente è arrivato senza la nostra iniziativa continua, permanente, senza la nostra mobilitazione, determinata e voluta con tutte le nostre forze: come la legge Viareggio, grazie anche ai parlamentari eletti sul nostro territorio. Ma una domanda è lecita: perché altre città come Livorno per la Moby o San Giuliano di Puglia per la scuola o altre stragi, non avevano parlamentari che potevano e dovevano occuparsi della necessità economica immediata delle famiglie colpite? L’abbiamo voluta ed abbiamo lottato e tanto combattuto per avere anche un’integrazione alla ‘legge Viareggio’ affinché fosse estesa anche ai familiari delle Vittime che non vi erano rientrati.

 Devo riconoscere che sicuramente siamo anche molto scomodi, perché non stiamo zitti e non stiamo fermi, non stiamo a casa solo a piangere. E’ vero, ma come possiamo essere buoni, pazienti e muti con tutto quello che ci è accaduto?!Ogni volta che avvengono fatti così eclatanti, fuori da ogni più fervida immaginazione, è naturale che ci sia una nostra reazione, per forza e credetemi, dopo 5 anni non ci bastano più le sole parole, anche  parole sincere, ma abbiamo bisogno di fatti, fatti concreti, coerenti e conseguenti.

Non sono più sufficienti semplici comunicati che sì, ci fanno molto piacere, ma non bastano più; sono ca. 1830 giorni che niente è più come prima, che i nostri giorni e le nostre notti sono l’inferno, abbiamo bisogno di amore concreto.

 

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