Daniele Franceschi, ultimo atto: sentenza storica al Tribunale di Grasse

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VIAREGGIO – Daniele Franceschi, ultimo atto. Sentenza storica quella pronunciata oggi alle 14 dal Tribunale di Grasse in Francia che ha condannato ad un anno di reclusione, pena sospesa, nonche’ ad un anno d’interdizione dalla professione di medico, Jean Paul Estrade, ritenuto responsabile della morte del giovane viareggino, avvenuta nel carcere francese il 25 agosto 2010. Condannata anche l’infermiera Stephanie Colonna, sempre un anno di reclusione con pena sospesa e un anno di interdizione dalla professione. E’ stata invece assolta dalle accuse l’altra infermiera, Francoise Boselli, per la quale il pubblico ministero Parvine Derivery, nel dibattimento del 17 e 18 settembre scorso, aveva chiesto la condanna ad una pena di sei mesi e 3 mila euro di multa. Il 2 marzo 2015 verra’ invece comunicato il risarcimento per la famiglia. Cira Antignano, la madre del ragazzo di Viareggio, presente in aula alla lettura della sentenza, si e’ commossa e ha ribadito che intende avere la restituzione degli organi del figlio. La donna era accompagnata dai legali Aldo Lasagna e Maria Grazia Menozzi: “Per la Francia – hanno affermato i legali – è una sentenza storica come hanno confermato anche i nostri colleghi francesi, e’ la prima volta che e’ stato condannato un medico e una infermiera di un carcere in Francia”. Anche l’ospedale di Grasse, come ente, e’ stato assolto dall’accusa di responsabilita’ civile.
Secondo quanto emerso i sanitari non si accorsero – nonostante i lamenti per delle fitte al torace e un netto peggioramento delle condizioni fisiche nel giro di poche ore – il 25 agosto 2010 che Daniele Franceschi stava morendo per un infarto. Tra le circostanze dell’accusa, il medico non fece ripetere adeguatamente nella giornata gli esami degli enzimi, uno degli indici che possono rivelare l’infarto. Inoltre, l’infermiera condannata – che fu presente in carcere dalla mattina fino alle 16 del 25 agosto 2010 – non dette seguito alle guardie penitenziarie che la avvisavano dei malori di Franceschi in cella e peraltro fu lei la mattina ad effettuare l’elettrocardiogramma, assistendo il medico Jean Paul Estrade nella visita al detenuto. Daniele Franceschi mori’ verso le cinque del pomeriggio. “Nessuno mi restituira’ Daniele ma adesso e’ arrivata una sentenza che ha riconosciuto le responsabilita’ di chi avrebbe dovuto fare e non ha fatto nulla per salvare la vita al mio Daniele”, ha commentato Cira Antignano, la madre di Franceschi, che da anni si batte – pure con viaggi  a Parigi – per sapere la verita’ su cosa avvenne nel penitenziario francese dove il figlio venne detenuto dopo esser stato arrestato in Costa Azzurra per uso di carte di credito false.

A Grasse, in segno di solidarieta’ con Cira Antignano, che continuerà a chiedere gli organi del figlio, mai restituiti, era presente anche una delegazione dei familiari della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009.

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