Daniele Franchechi, il pm francese ha chiesto la condanna del medico e delle infermiere

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VIAREGGIO – Seconda udienza, questa mattina al tribunale di Grasse, dopo la prima di ieri ( leggi anche : Daniele Franceschi, al primo giorno di udienza sfilano imputati e testimoni)  e il pubblico ministero Parvine Derivery, nella seconda giornata del processo per la morte di Daniele Franceschi, il viareggino morto nel carcere francese nell’agosto del 2010, ha chiesto la condanna ad un anno di reclusione per il medico del carcere Jean Paul Estrade, 20 mila euro di multa e l’interdizione dalla professione per due anni. Due anni sono invece stati richiesti per l’infermiera Stephanie Colonna, che come ieri non era presente in aula per motivi di salute, oltre a 3 mila euro di multa e l’interdizione dalla professione per un anno, mentre per l’altra infermiera del carcere di Grasse, Francoise Boselli l’accusa ha chiesto sei mesi di condanna e 3 mila euro di multa. Per lei non c’e’ stata la richiesta di interdizione dalla professione.  Commossa mamma Cira, nell’assistere al dibattimento che ha rievocato momenti davvero dolorosi per lei e i familiari. In aula anche oggi era presente il console italiano a Nizza, Serena Lippi, per far sentire la sua vicinanza ai parenti di Franceschi. L’avvocato Aldo Lasagna, uno dei legali della famiglia, insieme a Maria Grazia Menozzi e l’altro collega francese, Luc Febbraro, ha voluto ringraziare la procura francese per “l’atto di coraggio dimostrato, appoggiando in pieno tutti gli sforzi che sono stati compiuti in questi anni per conoscere la verita’ e avere giustizia per questa morte misteriosa”.
I momenti di tensione, durante il dibattimento, non sono mancati. Soprattutto quando l’avvocato del medico del carcere di Grasse, uno dei tre imputati,  ha polemizzato per la presenza dei rappresentanti dei comitati della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 di Viareggio, che hanno esposto degli striscioni all’esterno del Tribunale, per striumentalizzare secondo lui quanto accaduto.. “Ha parlato di giustizia di classe – ha affermato l’avvocato Aldo Lasagna  – è stata contestata anche la presenza in aula  del console italiano a Nizza, Serena Lipp, che è uscita e poi rientrata. Inoltre ha paragonato Cira Antignano ad Anna Magnani, per il suo comportamento nel corso dei racconti che si sono succeduti in questi due giorni, che l’hanno colpita dal punto di vista emotivo. Il presidente della Corte, però ha sottolinato con fermezza che il processo si è svolto con estrema correttezza, richiamando all’ordine l’avvocato”. La sentenza del processo e’ attesa per meta’ ottobre.

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