“Decibel” di Luciano Tomei

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“Decibel” Qualità o quantità ? E’ il quesito che l’autore vorrebbe portare all’attenzione del pubblico con la propria costruzione. Riteniamo che sia veramente indispensabile la mole di suono erogato nei concerti e nelle manifestazioni ove si richieda l’uso di impianti di amplificazione, o è semplicemente un modo per stordirci e far si che anche una musica diventi assimilabile al frastuono cacofonico di un cantiere edile? Forse la nostra epoca ha bisogno di sballo anche sonoro, per andare oltre l’udibile, per tentare di scatenare quell’emozione in più che non siamo capaci di cogliere attraverso i suoni naturali. Rimane comunque il fatto che la musica a determinati livelli non è più a misura di “orecchio”. Il costruttore ha immaginato quindi cinque cantautori italiani ( Vasco, Ligabue, Morgan, Jovanotti, e Zucchero ) che “suonando “ un martello pneumatico a guisa di chitarra elettrica , abbattono “il muro del suono”, che umanizzandosi tenta di fuggire con tanto di tappi anti rumore negli orecchi. Ai rispettivi lati del carro i “ decibel “ armati di mazza fracassano un padiglione auricolare anch’esso fatto di muro, mentre le casse acustiche poste a mo di quinta scenica gridano la loro voglia di stordirci.

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