Del Ghingaro risponde al Pd: “Glu, glu, glu… e’ stato come levare il tappo in un lavandino”

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VIAREGGIO – “È stato come levare il tappo in un lavandino pieno d’acqua: si svuota gorgogliando, facendo brutti rumori e lascia sul fondo lo sporco”.

Lo scrive, usando una metafora casalinga, il Sindaco Giorgio Del Ghingaro:

“Questo per descrivere il Pd di Viareggio dopo la mi dichiarazione di sostenere Enrico Rossi e quindi di chiudere definitivamente la pantomima che avevano messo in atto in questi due anni rifiutandomi la tessera, facendo opposizione in consiglio e votando insieme alla Lega (roba davvero da brividi).

Opposizione sterile e senza proposte, solo concentrata su attacchi personali, a tratti davvero beceri e maleducati.
Essendo un non iscritto, per volontà espressa del PD stesso, ho deciso di dare una mano ad Enrico Rossi, una persona che stimo e che porta avanti un’idea della politica nella quale mi riconosco. Non mi sento uno scissionista per il semplice fatto che non mi sono scisso da nessuno, visto che ero e sono libero da impegni di partito.
Non credevo di dar noia a nessuno. Noia l’avevo già data nel 2015 a Viareggio quando prima mi candidai e poi vinsi le elezioni senza appoggio dei partiti, con cinque effervescenti liste civiche.
Ora, da sindaco, mi sto impegnando alla morte per rimettere a posto una città distrutta anche dal Pd viareggino il quale, invece di aiutare ad incollare i cocci di un vaso che ha contribuito a rompere, li pesta e li fa ancora più minuscoli, per impedire a quel vaso, di rifarsi bello come quando era intero.
Pensavo quindi di aver fatto un favore ai maggiorenti PD versiliesi ad essermi levato di torno, per evitar loro di discutere se darmi o non darmi la tessera, per averli messi di fronte platealmente alla loro sconfitta, al disastro politico che hanno fatto in questi anni a Viareggio.
Invece no. No. Appena ho dichiarato, stanco e deluso: “e tenetevela quella benedetta tessera, non voglio più neanche ragionare di quello che è stato, confrontatevi su altro e non sul fatto se il sindaco sia o meno legittimato ad essere iscritto, parlate di politica, questa storia per me è durata anche troppo”.
Ecco, appena detto questo, nel lavandino ormai svuotato di iscritti e simpatizzanti del PD viareggino, togliendo definitivamente il tappo Del Ghingaro, si sta assistendo increduli a prese di posizione incattivite, comunicati lunari completamente fuori dalla realtà, accuse o offese quotidiane nei confronti della mia persona e della mia maggioranza. Ma non una parola di politica, lo zero assoluto di proposte per la città.
Ecco sta uscendo la poca acqua rimasta nel lavandino, e tra l’imbarazzo e l’incredulità dei simpatizzanti Pd, considerati alla stregua di marmaglia votante, tra rumori e gorgoglii non proprio edificanti, se ne va nei tubi di scarico un partito che a Viareggio aveva una storia, un radicamento, un appeal unici in Provincia, preda ormai di dirigenti superbi e saccenti, occupati solo a nascondere le loro vergogne e le loro sconfitte sotto il tappeto.
Dirigenti persi nei rancori personali, nelle lotte interne tra correnti, nelle rabbie post elettorali mai digerite e metabolizzate, perché mai affrontate in faccia, magari discutendone come si faceva un tempo e riflettendoci sopra democraticamente: perché un tempo “la base” aveva un ruolo, ora tre o quattro geni si sbranano per accaparrarsi piccoli poteri e qualche poltroncina qua e là. La politica nel Pd versiliese, è diventata ormai un oggetto sconosciuto.
Insomma l’acqua in quel lavandino è finita e sul fondo sono rimaste solo le scorie, le briciole bagnate, una melmetta un po’ untuosa e davvero non bella a vedersi. Fino a che a qualcuno non verrà in mente di dare una bella lavata, con tanto di spugna e detersivo, quel lavandino non riuscirà ad essere pulito.
E pensare che sognatori come me (sob, sig, gulp) pensavano addirittura che quel lavello, riempito con acqua limpida e pulita, potesse brillare di una politica nuova. Ma ormai tanti, troppi, sanno che così nel pd di Viareggio non sarà e se ne son fatti una ragione. Nel frattempo: Glu…. Glu… Glu…”

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