Delitto di Halloween, gli amici di Manù pretendono giustizia: “A cosa è dovuto questo silenzio?”

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – “A cosa è dovuto questo silenzio da parte dei pm Sara Polino e Benedetta Parducci?”. A chiederselo sono Mario Rosi e gli amici di Manuele Iacconi che questa sera hanno invitato la stampa in via Regia a Viareggio per esternare le loro domande agli inquirenti, “assetati” di giustizia.

1“Giustizia per Manù”, lo striscione appeso sul muro, e il volto di Manuele impresso sulle t-shirt bianche sono come un grido, che viene dal cuore di chi conosceva, e amava, il giovane massacrato a colpi di casco nella notte di Halloween in via Coppino. Un delitto efferrato, di una violenza inaudita, per il quale due minorenni, uno reo confesso, sono in carcere il primo a Roma, assistito dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi, e il secondo, tutelato dagli avvocati Giorgio Nicoletti e Paola Memmola, a Torino, e due maggiorenni, Alessio Fialdini e Federico Bianchi, difesi rispettivamente dagli avvocati Massimo Landi e Laura Maria Bitonte, sono indagati a piede libero, mentre il Tribunale del Riesame, al quale la Procura di Lucca si è rivolta con un ricorso dopo che il Gip Marcella Spadaricci ha respinto la richiesta del Pubblico Ministero Sara Polino di misura cautelare, ancora, dall’udienza dibattimentale del 6 febbraio scorso non ha deciso.  “La decisione non doveva avvenire entro pochi giorni? – chiedono gli amici aggiungendo: “I maggiorenni sono forse stati scagionati?” “Tutte le prove raccolte dalla Polizia, testimonianze e immagini delle telecamere, non bastano per iniziare il processo? – è sempre Mario Rosi a parlare, circondato dal gruppo di amici: “Qui si parla di omicidio, non vorremmo fosse dimenticato… siamo disposti ad attendere solo ed esclusivamente se ci sono nuove prove e ancora indagini. Ma stop al silenzio. La famiglia e l’opinione pubblica ha diritto di sapere. Quanto ai due minorenni in carcere, quando scadranno i termini della carcerazione preventiva? Tutte queste sono domande legittime, e se non avremo risposte entro metà maggio siamo pronti a scendere in strada. Una protesta civile, e legale: fermeremo via Coppino, dove è avvenuta l’aggressione. Sappiamo bene come funziona la Giustizia, degli altri casi non ci interessa, Manuele è Manuele e non ci fermiamo”.

 

 

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