Delitto di Halloween, il Pm Sara Polino fa richiesta di incidente probatorio sul minore reo confesso

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VIAREGGIO -( di Letizia Tassinari ) –  Richiesta di incidente probatorio da parte della Procura di Lucca sul ragazzino reo confesso – oggi maggiorenne ma minore all’epoca dei fatti -, già condannato lo scorso 5 ottobre a 12 anni dal Tribunale dei Minorenni di Firenze per l’omicidio di Manuele Iacconi ( LEGGI ANCHE: Massacro di Halloween: 12 anni al minore reo confesso … ), le cui motivazioni sono state rese note dai giudici una settimana fa ( LEGGI ANCHE: Delitto di Halloween, ecco perchè il minorenne è colpevole … ). Il Pubblico Ministero lucchese, dottoressa Sara Polino, che segue le indagini del delitto di Halloween in merito ai due maggiorenni, Alessio Fialdini e Federico Bianchi, difesi rispettivamente dagli avvocati Massimo Landi e Maria Laura Bitonte, ha depositato alla cancelleria del Gip la richiesta per ascoltare il ragazzo, notificando l’atto ai difensori. Sarà il Giudice per le Indagini Preliminari a decidere se accogliere, o respingere, la richiesta avanzata dalla Procura sull’incidente probatorio, atto, questo, che il Pm ritiene importante dopo le dichiarazioni rese dal condannato in merito alla posizione dei due maggiorenni, chiamando in causa sia Fialdini che Bianchi. I giudici fiorentini, nel condannare il ragazzino, avevano comunque fatto un’analisi circa la chiamata di correo che il minorenne aveva fatto soltanto nel terzo interrogatorio, quello del 14 maggio 2015, formalizza a carico di Alessio Fialdini accusandolo di essere stato lui ad innescare la fase omicidiaria della lite, assestando lui allo Iacconi il primo colpo di casco alla nuca che lo avrebbe fatto cadere a terra per poi passargli il casco, dicendogli a mò di comando frasi del tipo, “si fa così” “finiscilo tu”: “Dalla lettura dei verbali in cui la chiamata di correo in questione è consacrata – si legge nella sentenza del Tribunale dei Minorenni –  è del tutto evidente quanto scarsa, per non dire nulla, sia la sua spontaneità”. Risentito anche in sede processuale, il ragazzino condannato ha manifestato incertezze ed esitazioni su questa questione dell’ipotetico primo colpo ìnferto allo lacconi dal Fialdini, ritornando a negare di averlo visto personalmente e a sostenere che glielo avrebbe raccontato giorni dopo il Fialdini stesso (” Non l’ho visto dare il colpo, ma lo so perché me lo ha detto lui qualche giorno dopo quando ci siamo rivisti… “)  “Se tutto ciò evidentemente si ripercuote in modo negativo sulla attendibilità intrinseca delle dichiarazioni etero-accusatorie  – proseguono i giudici – si deve concludere rilevando come nessun riscontro tali dichiarazioni trovavano nelle altre risultanze probatorie versate in atti”. Le testimonianze indicano infatti “il minorenne nell’atto di inseguire, da solo, lo Iacconi e colpirlo senza che ci fossero altri ad incitarlo, ma semmai lo pregavano di smetterla, essendo sotto gli occhi di tutti che lo stava uccidendo”. Se la richiesta di incidente probatorio verrà accolta, il Pm Sara Polino avrà modo di sentire direttamente il ragazzo, assistito dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi.

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