Delitto di Halloween, la Procura delega all’Anticrimine nuovi interrogatori

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Delitto di Halloween, le indagini sull’omicidio di Manuele Iacconi, massacrato a colpi di casco in via Coppino in Darsena e morto dopo un mese di agonia, appeso a un filo di speranze, all’ospedale di Livorno ( leggi anche: Il pestaggio di Halloween finisce in tragedia: Manuele Iacconi è morto ), proseguono senza sosta, minuziosamente, per arrivare alla corretta ricostruzione di quanto avvenuto quella notte di sangue, ed avere un quadro probatorio solido, con profili di responsabilità certi, prima che la Procura faccia la sua richiesta di rinvio a giudizio. Se per i minorenni sembra quasi certa l’accusa di omicidio, non altrettanto lo è per i maggiorennni, anche in virtu del respingimento da parte sia del Gip Marcella Spada Ricci che del Tribunale del Riesame della richiesta di misura cautelare ( leggi anche: Delitto di Halloween, il Riesame ha sciolto la riserva: niente … ). Su delega del Pubblico Ministero Sara Polino, a riprova che l’inchiesta non è ferma, anche oggi in Commissariato a Viareggio negli uffici dell’Anticrimine, sono state raccolte nuove testimonianze, sul cui contenuto sia la Procura che la Polizia mantengono il massimo riserbo. Unica cosa certa la convocazione di molti dei testi già sentiti in precedenza e di altre persone informate sui fatti, anche tra gli amici dei due ragazzi, all’epoca dei fatti minorenni, di cui uno, il reo confesso ( leggi anche: Pestaggio in Darsena: “Sono stato io”, un 17enne confessa), difeso dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi è ancora in carcere a Roma, in attesa di passare a una comunità, già individuata, come il coetaneo che, tutelato dall’avvocato Giorgio Nicoletti, già da qualche settimana ha lasciato il carcere minorile di Torino e attualmente si trova in Umbria per un percorso sociopscicoterapeutico ( leggi anche: Caso Iacconi, un minorenne lascia il carcere: si aprono le …). “Ovunque tu sarai ti starò a fianco – scrive il ragazzo in comunità su Facebook,  rivolgendosi all’amico ancora in cella -: “ma baby so come stai, ti sembra tutto scuro e non vedi altro che le paure.  Nei tuoi guai  stringiti al tuo fratello quando è buio in città.. baby sono qua.. non è una novità, il mondo fa male ma.. sono ancora qua. Io so come ti puoi sentire e sarò sempre qua a scriverti.. non importa quel che dice o dirà la gente, noi siamo unici.. sei l’ unico che mi  ha dimostrato tanto in mezzo a un mare di infami. Ti voglio troppo bene”.

Intanto per venerdi prossimo alle 21, sul caso, è prevista una diretta tv dal Corsaro Rosso: gli amici di Manù ribadiranno la loro voglia di giustizia ai microfoni di 50 News Versilia.

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