Delitto di via Viner, alla sbarra in Corte d’Assise la 24enne arrestata dalla Polizia

0

FORTE DEI MARMI – (di Letizia Tassinari ) – Si è aperto questa mattina a Lucca, in Corte d’Assise, il processo per la rapina finita in omicidio, nei confronti di Dana Raducan, una delle nomadi finita nella rete della Squadra Mobile di Lucca e del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi dopo l’indagine successiva ai fatti di sangue accaduti in via Viner il 4 aprile dello scorso anno, quando perse la vita Maria Luana Mariani. La prima udienza ha visto difesa e accusa presentare le richieste prelimininiari, e le costutizioni delle parti civili, e sono stati ascoltati i primi testi del Pubblico Ministero Aldo Ingangi, tra cui la cognata della vittima, il nipote, la donna che aiutava la povera in casa e il medico legale Stefano Pierotti.

Assistita dall’avvocato Adriano Capaccioli, la 24enne di origini rumene, residente al campo nomadi di Seravezza, è l’unica finita alla sbarra davanti alla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Stefano Billet con a latere SimoneSilvestri e la giuria popolare. Gli altri imputati, a parte un minorenne che verrà giudicato a Firenze, hanno infatti scelto il rito abbreviato. Dana Raducan fu arrestata successivamente, era il gennaio di quest’anno. Le indagini, nonostante gli arresti degli altri responsabili fuggiti in Romania, erano infatti proseguite. Fino a quando, con una nuova ordinanza di custodia cautelare, la Polizia l’aveva inchiodato accusandola di concorso in omicidio. La ragazza, nel maggio 2014, era già finita in manette con altri tre connazionali, Jon Enea, del 90, poi scagionato, Madalin Paun, del 95, Marcel Raducan, dell’ 82, ma con l’accusa di favoreggiamento dopo che, interrogata, aveva accusato un albanese residente in zona ma innocente ed estraneo ai fatti. Dana conosceva bene la vittima, come spiegato dal dirigente del Commissariato di Forte Enrico Parrini e dal capo della Squadra Mobile Virgilio Russo, secondo i quali quello di Maria Luana Mariani è stato uno dei delitti più efferati della Versilia. L’attuale imputata, per telefono ,“dettava” le istruzioni. Dana, le varie informazioni sulla vittima le aveva ottenute da un 70enne suo  cliente per prestazioni sessuali, e per l’anziano era scattata una denuncia.

Nel primo pomeriggio di venerdì 4 aprile i poliziotti del Commissariato di Forte dei Marmi e della Squadra Mobile della Questura di Lucca intervennero presso l’ abitazione di Maria Luana Mariani, nata a Forte dei Marmi  nel 1937, e residente via Viner nr. 25, vedova, poco prima ritrovata cadavere. Da un primo sopralluogo il cadavere presentava un vistoso ematoma alla zona parietale sinistra, conseguenza del colpo infertole per tramortirla, le mani legate da alcuni foulards reperiti in casa, e la gola occlusa da un altro foulard per impedirle di chiedere aiuto, e che in sede di esame autoptico il medico legale ha stabilito essere stata la causa della morte per soffocamento. Dalla persona della vittima e dalla abitazione, messa completamente a soqquadro, risultavano essere stati trafugati circa 200 euro in contanti ed alcuni monili in oro, prelevati dalla cassaforte aperta dai malviventi con la sua chiave, reperita in un cassetto dell’ armadio.   La serrata attività investigativa, avviata sin da subito dagli investigatori della Squadra Mobile di Lucca e del Commissariato di Forte dei Marmi e proseguita ininterrottamente sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, attraverso decine di escussioni dei residenti, la visione dei filmati delle telecamere di vds del comune di Forte dei Marmi e dei comuni viciniori e l’ attivazione delle fonti confidenziali avevano consentito entro breve di orientare l’ attività investigativa verso alcuni soggetti rumeni di etnìa rom, dimoranti nel campo nomadi di via della Sipe nel limitrofo comune di Seravezza, che nel periodo temporale antecedente e successivo all’ evento omicidiario erano stati ripresi dalle telecamere e visti aggirarsi in zona, per poi fuggire in Romania poche ore dopo il misfatto. Ulteriori conferme della loro correità sono emerse dalla copiosa attività intercettativa, sia telefonica che ambientale ancora  in essere, cui sta fornendo un prezioso ausilio nella attività di traduzione delle conversazioni in lingua rom un Assistente Capo della Polizia rumena, qui inviato dallo SCO nell’ ambito dell’ Accordo di Cooperazione con la Romania ITA.RO. -15^ fase. In esito ai solidi riscontri probatori forniti al Pm titolare delle indagini Aldo Ingangi, questi ha chiesto ed ottenuto dal Gip. presso il Tribunale di Lucca dott.ssa Silvia Mugnaini l’ ordinanza cautelare in voce ed il coevo mandato di arresto europeo, inviato al collaterale organo di polizia rumeno per il tramite dei canali S.I.R.E.NE.   Con apposita rogatoria il Pm ha anche richiesto alla autorità giudiziaria rumena la presenza di un operatore di questa Squadra Mobile e di un funzionario dello SCO nel corso della esecuzione delle catture, attesa la necessità di reperire ulteriori riscontri nel corso delle contestuali perquisizioni; previo accredito per il tramite dello SCIP, i due dipendenti sono giunti a Bucarest nel pomeriggio di mercoledì 30 aprile u.s. e, dopo un briefing operativo con la Polizia rumena e gli ufficiali di collegamento del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia di stanza a Bucarest, hanno partecipato alle catture in osservazione, avvenute nelle prime ore della mattina di venerdì 2 maggio nei villaggi di Gruia e Turnu Severin, situati nella giurisdizione della provincia di Mehedinti, nella zona sud della Romania al confine con la Serbia. Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato un capo di abbigliamento inequivocabilmente indossato dal Raducan Marcel in occasione del delitto, nonché alcuni monili in oro con buona probabilità provenienti anche dalla abitazione della defunta. Già avviate dalla Autorità giudiziaria lucchese le procedure per la definitiva estradizione in Italia dei 4 correi. A conclusione della attività investigativa verranno segnalati alla competente autorità giudiziaria per il reato di favoreggiamento personale e false dichiarazioni, avendo favorito la fuga ovvero taciuto alla polizia elementi a loro conoscenza sulla vicenda, ulteriori due persone. Alla conferenza stampa di oggi a villa Bertelli, messa a disposizione del comune di Forte dei Marmi, erano presenti il Procuratore della Repubblica di Lucca Aldo Cicala, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Lucca Aldo Ingangi, il Questore di Lucca Claudio Cracovia, del direttore della II Divisione del Servizio Centrale Operativo Vincenzo Nicolì, il direttore della Divisione S.I.R.E.NE. del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia colonnello Adriano Casale, il dirigente della Squadra Mobile della Questura di Lucca Virgilio Russo e del Commissariato di Forte dei Marmi Enrico Parrini.

Questo il video fornito dalla polizia, durante l’incontro con i giornalisti: Video Omicidio a scopo di rapina, catturati in Romania i ladri killer

I banditi, due, avevano fatto irruzione in una villetta in via Viner, le classiche case anni ’50, nella zona del liceo scientifico della cittadina versiliese, legando e imbavagliando l’anziana proprietaria, Maria Luana Mariani di 77 anni, per poi scappare in bicicletta

Era stata suor Luigina, la religiosa del convento delle Canossiane, che come ogni venerdi era andata a fare visita all’anziana, trovando il corpo senza vita dell’anziana, e alcuni vicini di casa, e professionisti che nella stessa via hanno i loro uffici, a notare i due fuggiaschi e a dare l’allarme. E quando gli agenti del commissariato di Forte dei Marmi diretto da Enrico Parrini, con la Scientifica, l’Anticrimine, la squadra mobile di Lucca, lo stesso questore Claudio Cracovia e il 118, erano arrivati sul posto, avevano constatato che l’anziana era ormai priva di vita, nella cucina. Mentre il resto dell’abitazione era tutta a soqquadro. Dopo l’autopsia, eseguita dal medico legale Stefano Pierotti, che sul momento aveva solo fatto una ricognizione esterna del cadavere, era emerso che  Maria Luana Mariani era morta per soffocamento. Per legare e imbavagliare l’anziana, i banditi avevano usato delle pezze di stoffa, un fazzoletto ed una sciarpa trovati in casa La caccia ai due ladri killer, partita immediatamente, aveva imboccato la pista giusta dai primi giorni. Dopo una “soffiata” e con l’arrivo di rinforzi, sei pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Toscana da Firenze, le ricerche sono proseguite per giorni e giorni. Numerosi gli stranieri portati in commissariato e messi sotto torchio. Oltre alle indagini “parallele”, con “talpe” e informatori. Squadra Mobile e Commissariato di Forte dei Marmi al lavoro, in quest’ultimo mese, a 360 gradi, insomma,  anche nel mondo dello spaccio e della prostituzione, per una qualche informazione che riuscisse a far quadrare il cerchio Tutto con un unico obiettivo: fare terra bruciata nell’ambiente dove gravitavano i due rapinatori. Fino al blitz al campo nomadi al confine tra Vittoria Apuana e Seravezza

Un colpo cruento, quello messo a segno in pieno giorno il 4 aprile scorso a Forte dei Marmi, che aveva messo tutto il paese in ansia. Un fatto di sangue senza precedenti, nella tranqulli cittadina della costa. Un giallo “complicato, che la polizia, in un solo mese, è però riuscito a risolvere.

“E stata una indagine partita in salita – aveva evidenziato il pm Ingangi -, iniziata con pochi elementi,  ma grazie al lavoro fatto dalla polizia, che ha messo in campo non solo la professionalità, ma anche la passione, il risultato è stato raggiunto in pochissimo tempo”. L’identificazione dei soggetti, infatti, era avvenuta in 72 ore. Grazie alla conoscenza del territorio da parte degli investigatori e delle telecamere, pubbiche e private, che avevano immortalato i ladri killer in bicicletta. Poi le indagini, per ritrovarli all’estero, dove erano fuggiti poche ore dopo il delitto hanno avuto il supporto, prezioso, delle forze dell’ordine rumene. “Un lavoro intenso – questa la dichiarazione del sindaco Umberto Buratti – mirato e fortemente motivato ha finalmente reso giustizia alla signora Luana Mariani, consentendo alle forze di  polizia  di arrestare gli autori del suo omicidio”. Il sindaco Umberto Buratti  rivolge il sentito  ringraziamento  della comunità di Forte dei Marmi  alla Polizia di Stato, all’Autorità Giudiziaria e agli altri organi dello Stato che hanno reso possibile l’arresto di quattro cittadini rumeni  per i reati di omicidio e rapina aggravati. “E’ stata una risposta forte e immediata dello Stato a questo  delitto, che ha visto morire in modo così crudele e immotivato un’anziana signora nostra concittadina- ha dichiarato il sindaco.  Ho sempre avuto fiducia nella Polizia di Stato, che  opera con grande impegno sul nostro territorio, non solo reprimendo le illegalità ma anche e soprattutto facendo un impegnativo lavoro di prevenzione. Ringrazio anche i cittadini di Forte dei Marmi che hanno collaborato fattivamente con gli inquirenti e le polizia rumena che ha offerto una fattiva cooperazione. Infine- aveva concluso Buratti- vorrei sottolineare anche l’utilità delle telecamere dislocate sul territorio”.

Erano tutti e quattro incensurati i quattro romeni di etnia Rom – tre uomini e la moglie di uno di questi – arrestati in Romania per l’omicidio di Maria Luana Mariani. Finora le forze dell’ordine non li avevano mai individuati però adesso, con quanto emerge dalle indagini legate a questo caso, gli investigatori ipotizzano che si tratti di ‘pendolari delle rapine’ tra Italia, Belgio e Spagna. Altri accertamenti cercheranno di stabilire se hanno compiuto altre rapine. Nella rapina l’anziana è morta a causa delle percosse e del fatto che fu legata con foulards e imbavagliata, addirittura un foulard le finì in gola, circostanza che ne ha provocato il soffocamento e quindi il decesso. Sono accusati di omicidio e rapina aggravata Ion Enea, 24 anni, Madalin Paun, 19, Marcel Raducan, 32, e, per favoreggiamento, la moglie di quest’ultimo Rana Raducan, 23, che non partecipò alla rapina ma che con gli investigatori tentò di depistare le indagini accusando un albanese – sapendolo innocente – abitante in Versilia ed estraneo alla vicenda. Il giorno dopo la rapina il personale del commissariato di polizia di Forte dei Marmi aveva già individuato due presunti responsabili che insieme ai complici che avevano trovato alloggio nel campo rom di via Sipe, al confine con il comune di Seravezza, poi sono tornati in Romania dove si sono concentrate le indagini e con un lavoro di estrema collaborazione la polizia romena con intercettazioni telefoniche. Nella casa dell’anziana agirono in tre: arrivarono in bicicletta e poi fuggirono separatamente. A casa di alcuni arrestati in Romania furono ritrovati oggetti in oro ed altro materiale e ora gli investigatori verificano se sono frutto di altri furti e rapine messe a segno in questi ultimi periodi.

No comments

*