Delitto di Halloween, iniziato il processo per i due maggiorenni: il 24 maggio la sentenza

VIAREGGIO – Delitto di Halloween, udienza di mero rinvio questa mattina al Tribunale di Lucca dinanzi al Giudice Antonia Aracri per Alessio Fialdini e Federico Bianchi, accusati di omicidio, tentato omicidio e lesioni.  Il prossimo 24 maggio verranno formalizzate le richieste per il rito abbreviato, e da quanto emerso sarà un’udienza “a oltranza”: con ogni probabilità si arriverà infatti alla sentenza.

La richiesta di rinvio a giudizio da parte del Pubblico Ministero Sara Polino della Procura di Lucca, è del dicembre dello scorso anno. Alessio Fialdini e Federico Bianchi, i due maggiorenni, il primo di 21 e il secondo di 20 anni, difesi rispetivamente dall’avvocato Massimo Landi e dall’avvocatessa Laura Bitonte, per l’accusa, sono coinvolti, assieme ai due minori – uno sotto processo e l’altro già condannato dal Tribunale Minorile di Firenze e in Appello a 12 ani – nell’aggressione a colpi di caso avvenuta la notte di Halloween di due anni fa e costata la vita a Manuele Iacconi.

Al faccia a faccia, del 4 maggio in Tribunale di Lucca, tra l’ex minorenne condannato a Firenze il 5 ottobre dello scorso anno, e i maggiorenni, Alessio Fialdini e Federico Bianchi, furono “inchiodati” dal ragazzino reo confesso. “Il primo a colpire con un pugno Manuele Iacconi è stato Federico Bianchi, poi col casco Alessio Fialdini, io ho colpito dopo”, aveva affermato il ragazzo durante l’incidente probatorio, ribadendo quanto già affermato nel terzo interrogatorio, quello del 14 maggio 2015, quando aveva accusato il maggiorenne, difeso dall’avvocato Massimo Landi, di essere stato Fialdini ad innescare la fase omicidiaria della lite scoppiata in via Coppino in Darsena la notte di Halloween del 2014, assestando lui allo Iacconi il primo colpo alla nuca, che lo avrebbe fatto cadere a terra, per poi passare il casco al minorenne, difeso dagli avvocati Giacomo Ciardella e Valentina Tognocchi, dicendogli, a mò di comando, frasi del tipo “si fa così”, “finiscilo tu”. L’incidente probatorio, chiesto dal Pm Sara Polino, era stato accolto dal Gip Giuseppe Pezzuti. Un “passaggio”, questo, ritenuto dalla Procura di Lucca fondamentale per acquisire ulteriori prove. Il Pubblico Ministero lucchese, che ha seguito le indagini – condotte dal Commissariato di Polizia di Viareggio – sul delitto di Halloween in merito ai due maggiorenni, finalmente, aveva potuto ascoltare il ragazzo, ritenendo basilare questo passaggio, prima di decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione, dopo le dichiarazioni rese dal condannato in merito alla posizione di Fialdini e Bianchi. I giudici fiorentini, nel condannare il ragazzino, avevano comunque fatto un’analisi circa la chiamata di correo che il minorenne aveva fatto:“Dalla lettura dei verbali in cui la chiamata di correo in questione è consacrata – si leggeva nella sentenza del Tribunale dei Minorenni –  è del tutto evidente quanto scarsa, per non dire nulla, sia la sua spontaneità”. Risentito anche in sede processuale, il ragazzino condannato aveva manifestato incertezze ed esitazioni su questa questione dell’ipotetico primo colpo ìnferto allo lacconi dal Fialdini, ritornando a negare di averlo visto personalmente e a sostenere che glielo avrebbe raccontato giorni dopo il Fialdini stesso (” Non l’ho visto dare il colpo, ma lo so perché me lo ha detto lui qualche giorno dopo quando ci siamo rivisti… “), ma a maggio, in un’aula a porte chiuse, in Camera di Consiglio, aveva ribadito tutto: “Io ho colpito dopo”.

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