Delitto Iacconi, arrestati i due minorenni

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Prime misure cautelari per il pestaggio mortale di Manuele Iacconi, il 34enne massascrato a colpi di casco in Darsena la notte di Halloween e morto dopo un mese di agonia all’ospedale di Livorno (leggi anche: Il pestaggio di Halloween finisce in tragedia: Manuele …), dove era stato ricoverato in condizioni disperate. Li hanno arrestati questa mattina, svegliati all’alba dagli uomini dell’Anticrimine del Commissariato di Polizia di Viareggio, e, accusati dell’omicidio volontario di Manuele Iacconi  e del tentato omicidio di Matteo Lusardi in concorso, i due minorenni, tra cui il reo confesso, difesi uno dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi, e l’altro dall’avvocato Giorgio Nicoletti, finiranno in un istituto di pena minorile, a Roma e Torino. La misura cautelelare, disposta dal gip Massimiliano Signorini, è stata chiesta dal pm del Tribunale per i Minorenni dottoressa Benedetta Parducci. Nessuna misura, invece, è stata adottata dalla Procura di Lucca, pm Sara Polino, in merito ai due maggiorenni,  Alessio Fialdini e Federico Bianchi, difesi rispettivamente dagli avvocati Massimo Landi e Laura Maria Bitonte, finiti anche loro nel registro degli indagati, per i quali è previsto l’interrogatorio a fine dicembre.

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Ad eseguire le ordinanze di custodia cautelare questa mattina, come spiegato dalla dirigente del Commisssariato di Viareggio Rosaria Gallucci e il portavoce della Questura di Lucca Leonardo Leone durenta la conferenza stampa, sono state eseguite dalla Polizia di Stato. “Abbiamo battuto il territorio palmo a palmo, anche per trovare immagini diverse. Il gruppo di giovani lo abbiamo individuato subito,  alcuni erano gli stessi che si erano resi responsabili di varie aggressioni in Darsena durante la scorsa estate – ha spiegato la dirigente Gallucci -: “Molti i testimoni, anche presentatisi spontaneamente in Commissariato, oltre i filmati, e tutto il materiale probatorio è stato da subito messo a disposizione delle due Procure, Lucca e Firenze”. Solo la Procura minorile ha disposto le misure cautelari, per quanto riguarda i maggiorenni, invece, le indagini sono ancora in corso, e il gip non ha ritenuto di dovere, per il momento, adottare provvedimenti.  A colpire sia Iacconi che Lusardi sono stati i due 17enni, e non c’è ombra di dubbio, per gli inquirenti, che a colpire Manù sia stato proprio il reo confesso. Al vaglio degli investigatori, poi, oltre ai quattro indagati, ci sono anche altre posizioni.  “La vicenda è tristemente nota per la gravità dell’azione criminosa compiuta con estrema e insensata violenza da ragazzi di giovanissima età che hanno infierito sui corpi inermi delle vittime mentre erano già distese a terra – hanno aggiunto i due dirigenti di Polizia -, le indagini hanno preso le mosse la notte stessa dell’aggressione quando gli agenti della Polizia di Stato hanno “battuto” tutta la zona della Darsena alla ricerca dei testimoni e di ogni altro elemento utile alla ricostruzione dei fatti. L’attività investigativa si è immediatamente indirizzata verso un gruppo di giovani già noto agli inquirenti poiché resosi protagonista, la scorsa estate, di analoghi episodi di aggressioni e violenze gratuite. Le testimonianze, le acquisizioni di immagini, i riconoscimenti fotografici e tutta una serie di altri accertamenti, hanno permesso di “stringere il cerchio” attorno a quattro giovani, due minorenni e due maggiorenni. Proprio tale pressante “lavoro” ha indotto uno degli indagati, a presentarsi spontaneamente presso gli Uffici del Commissariato ed assumersi la responsabilità dell’episodio. Le dichiarazioni rese, però, sono risultate del tutto difformi dalla ricostruzione della vicenda fornita dai testimoni oculari e dalle indagini compiute. Successivi sviluppi investigativi hanno consentito di acquisire ulteriori elementi nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nell’azione criminosa. La complessa, articolata e delicatissima attività di indagine condotta dalla Polizia di Stato di Viareggio, coordinata dai Pubblici Ministeri delle Procure di Lucca e dei Minori di Firenze, ha permesso di far chiarezza sulle responsabilità dei due minorenni. Nei confronti degli indagati maggiorenni sono tuttora in corsa approfondimenti investigativi delegati dal Pm della Procura della Repubblica di Lucca Sara Polino.

Erano le due di notte del 1 novembre quando Manù venne pestato a sanuge dal branco in via Coppino. Ad autoaccusarsi, presentandosi in Commissariato a Viareggio il 6 novembre, era stato un minorenne (leggi anche: Pestaggio in Darsena: “Sono stato io”, un 17enne confessa). Ma la versione del ragazzino non aveva convinto la Polizia che ha lavorato al caso da quella maledetta notte, coordinata dalla Procura di Lucca e da quella del Tribunale per i Minorenni di Firenze. Secondo i vari testimoni presi a verbale ad agire sarebbero stati almeno in quattro, come risulterebbe anche dalle immagini delle telecamere che hanno immortalato la furia omicida. Tanto che, nei giorni successivi, erano state eseguite una serie di perquisizioni presso le abitazioni di un gruppo di giovanissimi, durante le quali sono stati acquisiti una serie di elementi ritenuti importantissimi per la ricostruzione dei fatti e l’attribuzione delle responsabilità penali. Gli uomini dell’Anticrimine, diretti da Rosaria Gallucci, avevano anche sequestrato una felpa, un giubbotto e una camicia del minorenne reo confesso, e anche l’hard disk del computer del 17enne finito nel mirino degli investigatori, e la Scientifica aveva provveuduto a doppiarlo. Iacconi, per 30 giorni, aveva lottato contro la morte un leone, fino a quando il suo cuore aveva smesso di battere lasciando nello strazio tutti.

( foto di Iacopo Giannini )

 

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