Di Santo: “Povera Perla del Tirreno, come sei caduta in basso”

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VIAREGGIO – Povera Perla del Tirreno. Il commento, una riflessione a mezzo di lettera aperta che pubblichiamo integralmente,  è a firma di Michele Di Danto: “Dopo i festeggiamenti della Sinistra per la caduta di Lunardini,  dopo i litigi  per la rovinosa caduta di Betti e dopo l’arrivo del secondo Commissario, la campagna elettorale è già iniziata  mostrando  segni di una decadenza morale che sembra non riuscire nemmeno più ad indignare. L’articolo 54 della Costituzione recita: “ Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione  e le leggi I cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempiere con disciplina ed onore “. L’espressione  “ cittadini cui sono affidate “  intende due cose: La prima è che sono cittadini  come noi ai quali vengono affidate funzioni pubbliche,  la seconda evidenzia che la cosa pubblica non è regalata a chi la esercita  ma affidata, termine che indica un legame che permane tra chi affida e la cosa affidata, e non è per sempre. Le funzioni pubbliche devono essere svolte  con due parole di grande dignità morale, disciplina ed onore. Oggi sento di essere uno dei tanti che si sente offeso di fronte a coloro che non svolgono con disciplina ed onore il compito loro assegnato. Ho sempre rispettato le Istituzioni perché questo mi hanno insegnato. Ho sempre creduto ed ubbidito alle Autorità competenti e rigorosamente ho mantenuto un comportamento consono al luogo e rispettoso del prossimo. Credo di aver contribuito alla crescita del Paese. Molti non pensano assolutamente che prima si hanno dei “ doveri “ e poi i “ diritti “   Molti sono convinti che prima  vengono i “ diritti “ e poi se questi sono soddisfatti si ricambiano con i  “ doveri “. Non volendo fare di tutta l’ erba un fascio, sembrerebbe che per il solo fatto che uno si alzi al mattino per andare al lavoro già meriti il suo stipendio giornaliero senza impegnarsi a corrispondere un reale impegno nel suo compito produttivo. A questo punto, parlando di “ diritti e doveri “ e dovendo decidere quale considerare preminente, mi viene da pensare alla fiducia. La fiducia si deve dare in segno di stimolo, di sprono e si conquista sul campo con competenza e perseveranza. Come si può credere ad una certa politica se ogni giorno che passa vengono prima i “ diritti “ e dopo i “ doveri “?  Con uno spettacolo indecente di una cultura partitica in cui tutti promettono tutto, perdendo di vista il bene comune. Povera Perla del Tirreno come ti hanno portato in basso

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