“Difendiamo i nostri figli”, il comitato contro il ciclo di incontri sull’ideologia gender

VIAREGGIO  – In questi giorni il comitato Difendiamo i nostri figli e Generazione Famiglia, sigle associative tra le più note del mondo del Family day, sono scese in campo per esprimere forte preoccupazione con riguardo al ciclo di incontri organizzato dal Comune di Viareggio in collaborazione con l’associazione Ag About Gender dal titolo Tra riflessione scientifica ed attivismo: Studios*, istituzioni ed associazionismo in dialogo contro le discriminazioni a soggetti Lgbtqi.

“Purtroppo – precisano i referenti locali – è oramai un dato acclarato dall’esperienza maturata in questi anni che conferenze o i corsi organizzati per promuovere politiche volte a favorire l’inclusione sociale e contrastare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere sono, in realtà, finalizzate a diffondere una nuova concezione antropopologiaca, un nuovo transumanesimo dove l’uomo risulta completamente svincolato da quasiasi legge naturale e da qualsiasi limite di ordine etico-morale. Quello che più fortemente ci preoccupa, continuano i referenti locali delle due associazioni, è che questo evento possa diventare il pretesto e il volano per diffondere nelle nostre scuole l’ideologia gender con progetti, incontri e libri da distribuire ai nostri bambini e ragazzi. Tali eventuali iniziative sarebbero peraltro in aperta violazione delle Linee guida ministeriali, di recente approvazione (novembre 2017), che bandiscono il gender dalle aule scolastiche”.
“Risulta – prosegue la nota – che sempre più frequentemente le amministrazioni pubbliche promuovano nelle scuole di ogni ordine e grado corsi con associazioni anche Lgbt su temi rispetto ai quali è necessario venga garantito dalla scuola l’esonero per percorsi non condivisi dalle famiglie. La scuola pubblica ha il dovere di garantire la partecipazione dei genitori richiedendo loro il consenso informato preventivo su tutte quelle trattazioni per le quali è loro diritto esprimere dissenso o assenso, del resto iniziative come il primo asilo aziendale gender organizzato dall’Università di Torino è da inquadrare nell’ottica di una nuova discutibile proposta, su cui il parere dei genitori è di fondamentale importanza”.
I referenti delle associazioni chiedono quindi rassicurazioni al Comune di Viareggio circa la volontà di non estendere alle scuole percorsi educativi pro gender che comunque non sono contemplati nell’articolo 1 della legge 107 La Buona Scuola. Gli stessi referenti esprimono, infine, rammarico “riguardo al fatto che le tematiche trattate durante il ciclo di incontri, che peraltro, richiederebbero ulteriori seri approfondimenti scientifici e che sono state dichiarate estranee alla pratica scolastica, vengano proposte come verità scientifiche inconfutabili e senza contraddittorio, contravvenendo, così, tra l’altro anche ad ogni democratica forma di rispetto del pluralismo scientifico e culturale”.