Dissesto, ecco la relazione dei revisori

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VIAREGGIO – La voragine? Nel verbale di revisori dei conti,  che pubblichiamo intergralmente, e che fa luce sui conti comunali. “Il collegio ha preso atto dell’assenza del numero legale del consiglio comunale ultimo scorso avente per oggetto la fissazione delle aliquote TASI per l’anno 2014 la cui mancata approvazione ha determinato una minore entrata stimata in 3.500.000/4.000.000 la quale contribuisce ad aggravere oltrmeodo la situazione finanziaria dell’ente. Alla data odierna il collegio rileva che l’ente non ha provveduto e non potrà provvedere in relazione alla precarietà delle proprie condizioni finanziarie, a ricostruire i fondi aventi specifica destinazione che per gli anni 2010-2011-2012 ammontano a complessivi 8.931.339.08 euro. Tale somma non ricostituita comporterà per l’ente la necessità di bloccare la spesa per pari il 2014 di pari importo. In relazione alla nota inviata dall’amministratore della Viareggio patrimonio del 15/09/2014 con la quale si indicano come già emessi ruoli coattivi di vari tributi e sanzioni al codice della strada per il rilevante importo di euro 103.523.065.83, di cui già riscossi euro 26.732.713.91, il collegio ripropone le stesse esigenze manifestate dal dirigente dei serizi finanzari in data 31 gennaio 2014 e 27 giugno 2014, e cioè quello di acquisire certezze massime in tema di riscossioni, preschè i presupposti del mantenimento del credito sono legati alle verifiche legate alla effettiva esigibilità, specie per partite che risalgono ad annualità pregressa, e non tanto al diritto di esigerne il pagamento.
Tutto ciò premesso, al di fuori del fatto che il dirigente dei servizi finanziari non ha ricevuto per quanto conosciuto risposte rassicuranti in tal senso in sede di rendiconto, il collegio non può non prendere atto che allo stato attuale non esiste una dimostrazione rassicurativa tale da fissare senza incertezza l’entità degli importi che possono essere riscossi. Si ritiene pertanto corretto l’accantonamento prudenziale effettuato sul conto del patrimonio dei residui attivi per i quali la Viareggio patrimonio non dato fondatezza giuridica, né elementi di di riscuotibilità, né di affidbilità. Si rileva infatti che anche nell’ultimo prospetto non viene data indicazione dell’anno a cui si riferisce il tributo né dell’anno in cui è stato emesso avviso di accertamento con le azioni perseguie per il recupero. Tali entrate saranno pertanto correttamente accertate per cassa e se e quando saranno introitati. A tal proposito si ricoda che sia la relazione dellispettore del Mef sia le delibere annuali della sezione Toscana della Corte dei Conti hanno segnalato che non è ammissibile tenere in bilancio residui attivi per i più anni senza effettivamente riscuoterli. In conclusione, rispetto alla data in cui il collegio ha rilasciato la relazione al rendiconto 2013, alla data odierna il collegio ha motivo di ritenere che gli elementi aggiuntivi conosciuti siano di serio ostacolo per avviare con successo la procedura di riequilibro decennale da parte del comune anche perchè si profila l’impossibilità di recuperare circa 27.1 milioni di entrate mai versate dalla Viareggio patrimonio:queste somme costituiscono ulteriore disavanzo”.

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