Dissesto senza dimissioni? Martina: “Una farsa immorale”

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VIAREGGIO –  “Questa mattina con il collega consigliere Massimiliano Baldini abbiamo protocollato una lettera la Prefetto per avere assicurazioni che il consiglio comunale del 2 ottobre sia legittimo essendo la scadenza prevista per legge l’approvazione del bilancio previsionale 2014 il 30 settembre”. Anche Rossella Martina, dopo Baldini (leggi anche:Baldini: “Forti dubbi sulla regolarità del Consiglio sul dissesto” ), scrive una sua riflessione: “E’ solo uno, ma non certo l’ultimo, dei problemi che si pongono in vista di un Consiglio Comunale che dovrebbe decretare il dissesto del Comune di Viareggio. Vi si arriva infatti dopo settimane tormentate in cui il sindaco ha assunto posizioni diverse e contrario cambiando opinione in continuazione e fomentando confusione e opacità. Questo ha impedito agli uffici preposti e in particolare a quello del Ragioniere Capo di lavorare in modo organico e pacato su un unico fronte. Ciò ha fatto sì che la delibera del dissesto sia arrivata ai consiglieri solo sabato scorso rendendo impossibile per i consiglieri stessi un approfondimento, un confronto e un dibattito serio su un argomento tanto delicato.  A questo aggiungiamo che il consiglio comunale si terrà in presenza del segretario generale Antonio Salonia per il quale la minoranza ha chiesto la rimozione essendosi questo dichiarato “non garante” del Consiglio Comunale stesso. Ma la ragione principale che ci induce a contestare il Consiglio Comunale del 2 ottobre rimane il fatto che la dichiarazione di dissesto in assenza di dimissioni da parte del sindaco Betti è una presa in giro per i cittadini. In un anno e mezzo l’attuale giunta ha mostrato limiti inimmaginabili, non ha fatto niente per migliorare lo stato delle cose trovato nel giugno scorso ma anzi ha contribuito a peggiorarle nonostante un severissimo documento del Mef e le regolari osservazioni fatte dai Revisori dei Conti che avrebbero dovuto indurre a prendere decisioni e che invece sono state deliberatamente ignorate dal sindaco e dai suoi assessori intenti solo a gestire uno sterile potere autoreferenziale.  Di fronte a tutto ciò pretendere sacrifici durissimi da parte dei cittadini come quelli che imporrà il dissesto, senza che il sindaco metta sul piatto le sue dimissioni è un’offesa alla città inaccettabile e proterva, una farsa immorale a cui ci rifiutiamo di partecipare”.

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