Distretto nautico toscano e refitting per rilanciare la nautica viareggina

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Costituzione del distretto nautico toscano, creazione di una piattaforma di servizi e infrastrutture specializzata nel refitting e istituzione della commissione consultiva dell’autorità portuale. Sono queste le priorità individuate dalla Cna per il rilancio del settore della nautica che sta attraversando un momento di crisi generalizzata con Viareggio che nonostante le grandi difficoltà, dal punto di vista della produzione occupa ancora una posizione di leadership mondiale con la costruzione del 40% delle barche sopra i 24 metri.

«Siamo molto vicini alla situazione e alle preoccupazioni dei lavoratori e delle aziende che lavorano nella nautica – spiega il presidente nazionale di Cna nautica, Andrea Giannecchini –. Purtroppo ci troviamo in una situazione di calo complessivo degli ordinativi e in quadro di crisi generalizzata dovuta, quest’ultima, anche a scelte che finora non sono state prese. In questo contesto è ingenuo pensare che gli ordini riprendano improvvisamente e perciò siamo convinti che il refitting sia una grande risorsa e di conseguenza diciamo da tempo che Viareggio deve candidarsi a intercettare tutte le grandi imbarcazioni che orbitano nel Mediterraneo, con un giro d’affari potenziale da decine e decine di milioni di euro. Cna è due anni che cerca di far capire alle istituzioni quanto è importante che Viareggio si riposizioni all’interno dell’area distrettuale toscana per intraprendere un percorso che possa rilanciarla. Lo abbiamo fatto organizzando un convegno al quale ha partecipato il presidente della Regione Enrico Rossi, e lo abbiamo ripetuto come un tantra fino all’ultimo incontro al Principe di Piemonte della settimana scorsa. Ora di fronte ad un immobilismo generale e la mancanza di scelte e percorsi chiari siamo ormai fermamente convinti che la discussione e la ricerca di soluzioni vadano portati a un livello di scala regionale. Per cui chiediamo urgentemente la costituzione del distretto nautico toscano, per il quale Rossi si era preso un impegno concreto e al contempo l’istituzione della commissione consultiva della autorità portuale. Siamo convinti che la situazione attuale non si possa più affrontare con soluzioni di piccolo cabotaggio, contingenti e particolaristiche. Se tardiamo ancora purtroppo crediamo che la sfida competitiva sia già persa in partenza».

Poi Giannecchini prosegue: «L’operazione in Cina non è della Cna ma di imprese che sono associate alla Cna e non danneggia affatto Viareggio, anzi. Spieghiamo ancora una volta che se non si fossero fatte avanti imprese di casa nostra, lo avrebbero fatto altre, magari francesi o neozelandesi. In più il progetto prevede che a fare i lavori in Cina saranno aziende viareggine e toscane, garantendo una piattaforma di servizi che sarà fondamentale per vendere le nostre barche in quella zona del mondo. Infine è piuttosto improbabile pensare che le barche cinesi di 20 o 30 metri vengano a fare refitting a Viareggio. Per questo è importante comprendere bene cosa vanno a fare alcuni imprenditori coraggiosi per portare avanti il Made in Tuscany nel mondo e insieme garantire il lavoro alle aziende toscane».

A parlare della situazione del Polo nautico è Luca Poletti, presidente provinciale della Cna: «Abbiamo ribadito anche in questi giorni alla presenza del viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini che la situazione della darsena è difficile. Dopo il nostro convegno dell’ottobre scorso abbiamo chiesto la convocazione di un tavolo della nautica per prendere quelle decisioni che sono indispensabili per fronteggiare la crisi. E’ chiaro che nella riattivazione di un tavolo per un progetto complessivo per il porto è necessario parlare anche del Polo nautico, che deve passare e da un nuovo accordo politico-sindacale all’interno del quale affrontare anche la questione del frazionamento. I tempi però devono essere molto rapidi perché ci sono imprese che stanno soffrendo e sono in difficoltà».

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